Lazio

Refusi e confusi al Teatro Sette

Ho assistito con molto piacere alla prima della divertente (e anche seria) pièce teatrale “Re-fusi” con Andrea Perozzi – Alessandro Salvatori – Walter Del Greco – Veronica Milaneschi in una gustosa commedia di Roberta Sherl, con la regia di Vanessa Gasbarri.

È stato, nell’ambito delle serate che il “Teatro Sette Onlus” dedica al sostegno delle Associazioni di volontariato: nel caso specifico era “La Primula” di Centocelle, da quasi quaranta anni sinergia di volontari e famiglie di disabili, a favore dell’inclusione e della crescita umana e sociale.

Il titolo “Re-fusi” è un’efficace sinossi dell’opera: i refusi, gli errori, formali e di sostanza, specie se incomprensibili, reiterati e dannosi, scatenano reazioni che passano dall’irritazione alla confusione, alla vera e propria “fusione” dell’intelletto, quando il normale funzionamento cerebrale – stravolto, “fuso”genera comportamenti imprevedibili e pericolosi.

È quello che accade a Rodolfo, un ex correttore di bozze (il cui compito è proprio di trovare e correggere i refusi) che perde la testa (fuso dai refusi!) e prende in ostaggio in casa due operai che gli devono cambiare il vecchio citofono (sottile metafora), minacciandoli con una pistola.

Nel sequestro viene coinvolta come vittima, anche la colf e si susseguono battute, minacce, preghiere, rivelazioni, in un crescendo divertente e a tratti esilarante, fino a che ognuno dei quattro confessa l’errore della propria vita e gli errori della società, a cui spara, in una metaforica eliminazione.

Attualissimo e appropriato il messaggio. La rabbia, l’aggressività, come sostengono gli psicologi, va riconosciuta in sé, come propria “ombra”; va governata, privata della forza distruttiva per sé e per gli altri. Spesso, nelle relazioni umane – affettive e non solo – sono gli errori propri e quelli altrui a generare rabbia, aggressività, anche in modo sproporzionato: soprattutto quando non si fanno i conti con il lato oscuro di sé, che va portato alla coscienza e dominato per una crescita personale.

La risata per le varie situazioni della commedia – a tratti paradossali, spesso reali – possiede una valenza catartica e suggerisce agli spettatori un comportamento sociale sincero e onesto, privo sempre più di esasperazione, polemica, negazione del prossimo.

Le storture e i paradossi (i refusi della commedia) sono le prevaricazioni di una persona sull’altra, di un popolo sull’altro, le guerre; la cattiva amministrazione delle nostre città, le diseguaglianze economico-sociali, la violenza sulla donna: affrontare queste situazioni sempre e solo con lo stesso atteggiamento polemico, superficiale, o peggio, con la sola forza distruttiva e aggressiva, non fa cambiare le situazioni, ci fa soltanto “fusi” e “re-fusi”. E violenti.

Non è casuale che l’autrice e la regista dello spettacolo siano donne: occorre prendere esempio dal “femminile” a gestire l’aggressività e la rabbia; da coloro che pur contenendo nei propri geni un’aggressività forse maggiore di quella maschile (per un’atavico atteggiamento di protezione e cura della prole), nei secoli di sottomissione e violenza subita dai maschi, hanno imparato a gestire la propria ombra, a dominare l’impulsività, trasformando anche la rabbia in un grande bagaglio di risorse psicologiche.

Il numeroso pubblico ha esternato il proprio gradimento con frequenti applausi e risa, contribuendo concretamente al sostegno dell’Associazione “La Primula”.

Il Teatro 7, è in Via Benevento, 23, a Roma – Telefono 06 4423 6382

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