Macerata, falsa versione su un incidente stradale con una Tesla. Carabiniere accusato di favoreggiamento. «No, era in stato di choc»

MACERATA Resta coinvolto in un incidente stradale nella Tesla guidata dall’amico, ma quando arriva la pattuglia dei carabinieri dichiara di non aver visto nulla perché si trovava in un’altra auto che seguiva la Tesla. Alcune ore dopo però fa dietrofront e ammette che si trovava sull’auto incidentata. Carabiniere 24enne accusato di favoreggiamento personale e falso ideologico per induzione. Due operatori del 118 invece devono rispondere di falsità ideologica in certificati.
La ricostruzione
La vicenda, finita ieri all’attenzione del gup del Tribunale di Macerata Francesca Preziosi e del pm Vincenzo Gramuglia, prende le mosse da un incidente avvenuto il 16 giugno 2024 a Camerino. In base a quanto ricostruito dalla Procura quel giorno il carabiniere, in quel momento libero dal servizio, era in auto con un amico quando quest’ultimo, in stato di ebbrezza, aveva perso il controllo dell’auto finendo fuori strada. Sul posto nel frattempo era intervenuto anche il padre dell’amico e subito dopo una pattuglia dei carabinieri di Pioraco. In base alla ricostruzione accusatoria il padre avrebbe dichiarato di essere stato lui alla guida della Tesla (l’uomo non è imputato in questo fascicolo), mentre il carabiniere, qualificatosi come tale ai colleghi, avrebbe detto di non aver visto nulla perché si trovava sull’auto che seguiva la Tesla.
A seguito di quelle dichiarazioni ingannevoli i militari indicarono che alla guida c’era il padre dell’effettivo guidatore. I due operatori del 118 invece avrebbero attestato nella scheda di intervento che l’assistito era stato il padre. Secondo i difensori del militare, gli avvocati Marta Mangeli e Giordano Gagliardini, esperti in diritto penale militare, il loro assistito: «Nell’immediatezza aveva reso la prima dichiarazione in stato di choc, nella concitazione del fatto. Due giorni dopo, quando si è rasserenato ha dato l’esatta dinamica dei fatti». I difensori hanno chiesto di procedere con rito abbreviato e l’udienza è stata rinviata al 14 luglio. I due coimputati sono invece difesi dall’avvocato Luca Belardinelli.




