Marche

«Cena a Campanara per Ricci? Ancora aspetto i soldi dalla Fondazione»

PESARO Le cene elettorali e quei 5.000 euro ancora non incassati. Marco Balducci, 50enne originario del Vercellese, titolare della ditta di catering Giustogusto, con le sue dichiarazioni rese agli inquirenti ha contribuito a far emergere una fase 2 del caso affidi. Gli indagati sono passati da 25 a 27 con la nuova contestazione anche del reato di peculato in relazione alla realizzazione di alcuni video legati al tour di “Pane e Politica” e alle cene elettorali.

 

Il sistema dei pagamenti

Balducci era stato sentito dagli inquirenti a luglio dopo alcune dichiarazioni al quotidiano La Verità. «Sono passati mesi – sottolinea al telefono – ho già detto tutto a loro. Ho visto gli articoli di questi giorni sull’inchiesta, all’epoca non sapevo cosa c’era dietro questa situazione. Che il mio sfogo potesse portare alla luce un sistema, questo non potevo prevederlo. Tra l’altro, devo ancora essere pagato in parte per la cena del 12 aprile a Campanara (evento elettorale, ndr), circa 5.100 euro più Iva. Poi abbiamo fatto i catering per l’evento della Abramovic a Villa Imperiale e per l’inaugurazione della statua di Pavarotti (eventi del Comune, ndr)». Ma poi «ho chiuso i rubinetti – spiega -, sono abituato a fare un lavoro ed essere pagato, non mi piaceva più la situazione. Mi sono rifiutato di fare altri eventi per arrivare a recuperare quei soldi. Abbiamo capito dopo il sistema, non potevamo immaginare questo giro di soldi pubblici/privati».

Le parole di Balducci trovano riscontro nella nuova contestazione della procura.

Il rinfresco a Villa Imperiale

Sotto la lente il rinfresco del 18 giugno a Villa Imperiale per il talk dell’artista Marina Abramovic in occasione di Pesaro Capitale della Cultura 2024: secondo l’accusa la Fondazione Pescheria avrebbe disposto un affidamento diretto alla società Giustogusto per 4.870 euro più Iva. Qui per gli inquirenti si configurerebbe il reato di falso contestato all’allora direttore Straccini: quello che non torna è il numero di partecipanti indicato nella determina in cui si parla di 100/120 persone, quando invece il servizio veniva reso per circa 80 persone. Il documento sarebbe stato retrodatato al 17 giugno in quanto risulterebbe sottoscritto con firma digitale in data 24 luglio. Per gli investigatori di Guardia di Finanza e Squadra Mobile l’importo sarebbe stato anche gonfiato rispetto a quello concordato. Perché? Per poter disporre di una cifra che consentisse il pagamento parziale alla Giustogusto per i catering già fatti e non attribuibili per loro natura e finalità alla Fondazione Pescheria. Il servizio catering di cui si parla è quello per la cena a Campanara per la campagna da europarlamentare di Ricci (5.100 euro più Iva) del 12 aprile 2024 e per l’inaugurazione della statua di Pavarotti del 27 aprile (725 euro più Iva). Per l’accusa Ciamaglia si sarebbe accordato con Giustogusto per il pagamento di parte della cena di Ricci, indicando Straccini e la Pescheria per ottenere il saldo residuo di 5.000 euro. Di qui la contestazione del peculato in concorso all’ex portavoce di Ricci Marcello Ciamaglia e Straccini.




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