Furti e spaccate auto zona Fiera Bologna: l’incubo dei lavoratori :: Segnalazione a Bologna

Uscire dall’ufficio e trovare la propria macchina con i finestrini rotti è il timore che ultimamente si è diffuso tra molte delle persone che lavorano nella zona della fiera di Bologna. Il pensiero intrusivo si fa spazio ormai quotidianamente tra un meeting e una consegna, soprattutto perché gli episodi sono diventati frequentissimi.
“In un anno ho subìto tre spaccate alla macchina, due soltanto nell’ultimo mese”, racconta a BolognaToday Francesco Aurelio, un impiegato bancario che ogni mattina, dal momento in cui parcheggia l’auto, spera di ritrovarla intatta al ritorno. “Gli attacchi avvengono sempre in pieno giorno. E nonostante io e miei colleghi continuiamo a segnalarli, la situazione non cambia”, spiega.
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Francesco mostra le foto dei danni: vetri infranti, cocci sull’asfalto e l’interno della macchina sottosopra. “Gli autori colpiscono per rubare, ma ormai stiamo attenti a non lasciare nulla in macchina”, prosegue, specificando che il problema è sentito anche da parte di tanti altri colleghi rimasti vittime anche loro di spaccate.
La maggior parte dei dipendenti di quella zona non ha un parcheggio aziendale e deve lasciare le auto tra principali vie della zona come via Stalingrado, via Calzoni, via Aldo Moro e via Felicori. Il fatto che questa strade siano trafficate non sembra però essere un deterrente. Quello delle spaccate è un fenomeno che negli ultimi anni ha preso di mira diversi quartieri della città: capita anche ai medici e agli infermieri che lavorano all’ospedale Maggiore e ai residenti in Bolognina, e sembra resistere ai frequenti arresti fatti dalle forze dell’ordine.
Per di più, prosegue Francesco, “il costo dell’abbonamento del parcheggio è aumentato. Quello di Fiera Parking è passato da 300 a circa 500 euro annuali. Paghiamo la sosta e paghiamo anche le riparazioni dell’auto”, è lo sfogo del lavoratore, che riferisce che l’ultimo colpo è avvenuto in uno stallo sotto una telecamera di sicurezza dell’azienda: “Ho sporto denuncia ai carabinieri, speriamo che la situazione si risolva”.
Anche il collega Ciro Di Ciocco è preoccupato. La scelta più ecologia di andare al lavoro in sella alla bici elettrica non ha ripagato, dice, perché “me ne hanno rubate due” anche se l’ultima “sono riuscito a recuperarla perché avevo posizionato il gps”. Ciro riferisce di aver richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per recuperarla. “Le rastrelliere sono in un cortile interno: i malintenzionati scavalcano la recinzione, tagliano i catenacci e poi fuggono”, è la ricostruzione di Ciro.
La richiesta è chiara e unanime: “Un presidio fisso delle forze dell’ordine e più attenzione a un problema che noi abbiamo segnalato più volte – ribadiscono i due -. Dopo una giornata di lavoro, ritrovarsi con l’auto distrutta o la bici scomparsa è uno stress ulteriore”.
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