Toscana

Addio a Giuseppe Di Gennaro, l’Aretino piange la scomparsa dell’ex capo della superprocura antimafia


Lutto nel mondo della magistratura italiana. Si è spento all’età di 101 anni Giuseppe Di Gennaro, ex capo della superprocura antimafia, nominato reggente nel 1992 dopo le stragi in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con le loro scorte. Nato a Napoli il 16 marzo 1924, viveva a Monte San Savino dove, nel 1995 aveva tentato la carriera politica candidandosi come sindaco. La cerimonia funebre si è svolta oggi nella chiesa di Sant’Agostino.

Come riporta NapoliToday.it, durante gli anni di piombo Di Gennaro venne sequestrato dai Nap (Nuclei armati proletari) e minacciato di morte dai terroristi delle Brigate Rosse. Ebbe una lunga attività nella magistratura, con importanti incarichi a livello nazionale e internazionale nella lotta contro la criminalità organizzata e il traffico di droga. Dal 1981 ai primi anni ’90 ricoprì l’incarico di direttore esecutivo dello United Nations Fund for Drug Abuse Control, l’organismo delle Nazioni Unite alla guida degli sforzi globali contro l’abuso di droghe e il traffico illecito, oggi parte dell’United Nations Office on Drugs and Crime.

Nel corso della sua illustre carriera ha inoltre ricoperto il ruolo di consigliere di Cassazione e di direttore dell’Ufficio X della Direzione Generale della Prevenzione e degli Istituti di Prevenzione e Pena presso il Ministero della Giustizia, oltre ad altri incarichi istituzionali di alto livello. Nel 1992 svolse le funzioni di capo facente funzione della Direzione Nazionale Antimafia di nuova istituzione su iniziativa proprio di Giovanni Falcone, contribuendo al rafforzamento della risposta nazionale alla criminalità organizzata dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio.

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