Toscana

Sempre più attività commerciali chiudono

Gavorrano (Grosseto). “A Gavorrano c’è un segnale chiaro, concreto, che dovrebbe essere al centro del dibattito pubblico: le attività commerciali che chiudono”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Andrea Bartolozzi Bernardini, consigliere comunale di opposizione.

“Non casi isolati, ma un fenomeno sempre più evidente – continua la nota. L’ultimo episodio al Grilli, la terza chiusura in poco tempo, conferma una tendenza preoccupante: la progressiva desertificazione commerciale del territorio. Quando chiude un negozio, non si perde solo un’attività economica. Si perde un servizio, un presidio sociale, un punto di riferimento quotidiano. Nelle frazioni, questo significa indebolire la comunità stessa, innescando un effetto a catena difficile da fermare. A rendere il quadro ancora più delicato è l’imminente apertura di un nuovo punto vendita Conad a Bagno di Gavorrano, che rischia di accentrare ulteriormente flussi e consumi verso l’area già più forte, lasciando il resto del territorio sempre più in difficoltà”.

“Eppure, di fronte a tutto questo, colpisce il disinteresse trasversale della politica locale – prosegue il comunicato -. Mentre le attività chiudono e i servizi scompaiono, il tempo e le energie vengono spesso impiegati in discussioni che appaiono, nella migliore delle ipotesi, secondarie. Si passa così dal Palio delle bighe presentato come leva economica, a un rally che attraversa il comune senza fermarsi, fino ad arrivare a visioni quasi utopistiche come immaginare, nell’area del Pozzo Roma, la nascita di un impianto ricettivo capace di attrarre flussi turistici significativi. Idee che, più che da una pianificazione concreta, sembrano nascere da una certa leggerezza nell’affrontare problemi ben più urgenti. Il punto non è negare valore a eventi o a progetti di sviluppo. Ma quando la risposta alla chiusura sistematica delle attività si riduce a iniziative episodiche o a scenari poco realistici, il rischio è quello di perdere completamente il senso delle priorità”.

“Nel frattempo, chi tiene aperta un’attività continua a confrontarsi ogni giorno con costi, responsabilità e difficoltà crescenti, senza vedere una strategia chiara, nè un’attenzione adeguata da parte delle istituzioni. Perché la realtà è molto semplice, e anche molto dura: mentre si discute di bighe e di auto che passano, le luci dei negozi si spengono. E quando si spengono definitivamente, riaccenderle diventa infinitamente più difficile. Continuare a ignorarlo non è solo un errore – termina Bartolozzi -. È una responsabilità”.


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