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Matthew Rhys diventa sindaco nella nuova serie Widow’s Bay: «Io alla politica non mi darei mai!»

Una curiosità: quanto si considera superstizioso?
«Tantissimo. D’altronde gli attori hanno un sacco di riti scaramantici. Se a questo aggiunge che vengo dal Galles, che è la terra per eccellenza dove nascono i miti, allora posso dire con certezza che la superstizione fa parte del mio DNA. Dal toccare ferro a tutto il resto, sono ferratissimo».

Nella sua vita ha anche avuto a che fare con piccole realtà come quella di Widow’s Bay?
«Ho trascorso molto tempo in cittadine costiere nel Galles, ma lì la gente è tutt’altro che di vedute ristrette. Sono tutti amichevoli e aperti ad accogliere chiunque vi arrivi, proprio per ampliare gli orizzonti e arricchirsi. E al tempo stesso il tempo – come nella serie – influenza moltissimo i rapporti della comunità. Io mi ritengo fortunato: il lusso vero è poter visitare luoghi che altrimenti nella vita non avrei mai conosciuto».

In una scena Tom dice che non possiamo lasciare che la paura abbia la meglio. Di questi tempi il mondo è un posto piuttosto pericoloso. Lei cosa teme maggiormente?
«A parte i ratti (ride, ndr)? Che ci sia la gente sbagliata al governo, una prospettiva piuttosto realistica a dire il vero. E purtroppo oggi la paura è diventata una moneta corrente, potentissima, per polarizzare l’opinione pubblica. Il che di per sé è una tragedia immensa. Ma Tom ha ragione: non possiamo lasciarci dominare da tutto questo».

In The Americans era una spia, qui si dà alla politica: ha mai pensato a una carriera diversa da quella dell’attore?
«Per inciso, sarei un pessimo agente segreto. E non faccio il modesto, me lo ha proprio detto il creatore della serie, Joe Weisberg, che ha lavorato sul campo per la CIA. All’inizio ci ha dato degli esercizi da fare e io me la sono cavata malissimo. In pratica se venivi seguito da qualcuno dovevi fare in modo di metterti sulle tue tracce a tua volta. Il risultato? Mi guardavo continuamente alle spalle e venivo scoperto subito. Nella realtà mi avrebbero fatto secco nel giro di pochi minuti, se non mi avesse ucciso la paura. E, se vogliamo sempre essere onesti, sarei anche un politico tremendo perché dovrei fingere tutto il tempo».

Non è quello che fa un attore?
«Sì, ma in quel caso il teatrino si dovrebbe protrarre a lungo…».

Matthew Rhys diventa sindaco nella nuova serie Widows Bay «Io alla politica non mi darei mai»

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