cala il sipario su un Feff da record

Il Far East Film Festival 28 si chiude sotto il segno del Giappone e di un messaggio di profonda speranza. Nella notte del 2 maggio il Giovanni da Udine ha celebrato il trionfo di “Fujiko”, il dramma onirico sull’emancipazione femminile firmato da Kimura Taichi, che si è aggiudicato il Mulberry Audience Award 2026. Un’edizione, questa ventottesima, che ha saputo trasformare Udine nel cuore pulsante dell’Oriente, dimostrando come il cinema resti un linguaggio universale capace di unire anche nei tempi più bui. “Credo nel cinema come elemento di speranza”, aveva dichiarato lo scorso 25 aprile il leggendario Yakusho Koji, ricevendo il Gelso d’Oro alla Carriera, e i numeri finali del festival confermano che quella speranza è ampiamente condivisa da una comunità globale di appassionati.
Il verdetto del pubblico e della critica
Dietro il successo di “Fujiko”, il podio deciso dai voti degli spettatori vede al secondo posto il documentario sudcoreano “The Seoul guardians”, cronaca in diretta di un colpo di stato che ha scosso le coscienze. Il terzo gradino del podio è invece un affollato ex aequo tra quattro pellicole: il kolossal di chiusura “Blades of the guardians: wind rises in the desert” di Yuen Woo-ping, “My name” di Chung Ji-young, “Tunnels: sun in the dark” di Bui Thac Chuyen e “The king’s warden” di Chang Hang-jun. Anche i giurati accreditati “Black dragon” hanno premiato l’intensità di “The Seoul guardians” e “Fujiko”, assegnando un premio ex aequo. Tra le opere prime, il White Mulberry è andato a “Unidentified murder” di Kwok Ka-hei e Jack Lee, mentre la miglior sceneggiatura è stata attribuita a “Tunnels: Sun in the Dark”.
Una città invasa dall’energia asiatica
I numeri dell’edizione 2026 fotografano un successo senza precedenti: 70 mila spettatori totali e oltre 3200 ospiti che hanno saturato le strutture ricettive cittadine. La presenza di star internazionali come Fan Bingbing, premiata per i suoi eccezionali traguardi artistici, ha scatenato un vero e proprio corto circuito mediatico, con reel girati tra le calli udinesi che hanno superato le 850 mila visualizzazioni, promuovendo il Friuli come meta turistica d’eccellenza in Asia. Il festival non è stato solo proiezioni: oltre 20 mila persone hanno animato gli eventi collaterali in centro città e visitato la mostra dell’illustratore Chihoi al Visionario. Anche il versante Industry ha registrato una vitalità straordinaria con il progetto “Focus Asia”, che ha visto trionfare il sodalizio sino-americano di “Naked in glendale”.
Riflessi digitali e prospettive future
Il Feff 28 ha confermato la sua forza anche sul web. Attraverso la piattaforma MYmovies ONE, sono state registrate oltre 7.000 ore di visione, con il pubblico digitale che ha eletto come proprio favorito “5 Centimeters Per Second” di Okuyama Yoshiyuki (vincitore del Purple Mulberry Award). Soddisfatti i responsabili Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, che sottolineano come il festival abbia raggiunto un equilibrio maturo tra qualità autoriale e partecipazione popolare. Mentre si iniziano già a delineare i piani per il futuro — con un possibile focus sui 30 anni del passaggio di Hong Kong previsto per il 2028 — il pubblico può già segnare in agenda il prossimo appuntamento: la 29ª edizione si terrà a Udine dal 23 aprile al 1 maggio 2027.
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