Marche

sul piatto 70 milioni per Ancona. Le domande online

ANCONA «Finalmente coloro che quella drammatica mattina del novembre 2022 dovettero registrare un’altra drammatica ferita potranno vedere la luce in fondo al tunnel». Guido Castelli, commissario alla ricostruzione post sisma, ormai aveva imparato ad anticipare le telefonate del governatore Acquaroli. Dunque l’Usr ha accelerato: bisognava dare risposte al capoluogo, e farlo in fretta. Entra nel vivo la ricostruzione pubblica e privata per il post sisma del 2022, che sconvolse soprattutto il nord delle Marche. I danni si registrarono ovunque, da Pesaro a Senigallia, e ammonterebbero a 458 milioni. Nella sola città di Ancona sono 179 gli edifici tra pubblici, privati e chiese per i quali sono previsti interventi.

I privati

A vedere i benefici saranno, prima di tutto, le famiglie anconetane rimaste fuori casa per tre lunghi anni. Si tratta di circa 130 persone, le quali abitavano in 15 edifici diversi, distribuiti a macchia di leopardo in tutta la città. «Li ho incontrati molte volte – sospirava il governatore Francesco Acquaroli – Finalmente l’iter burocratico si è concluso e possiamo passare alla fase esecutiva». Da venerdì scorso è operativa la piattaforma Ge.Di.Si., lo strumento digitale per la gestione delle pratiche private. Il cronoprogramma è chiaro: entro il 31 marzo va presentata la valutazione preventiva del livello operativo, a fine giugno invece va depositato il contratto di incarico al professionista presso l’Usr. L’ultimo giorno del 2026 è, invece, la deadline per presentare la richiesta di contributo tramite Ge.Di.Si. Calandoci nell’ambito del pubblico, il capoluogo di Regione ha ottenuto 70 milioni per finanziare interventi strategici per la città. I documenti di indirizzo alla progettazione (Dip) sono già in fase di valutazione presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione. Per accelerare i tempi la struttura commissariale si impegna ad anticipare fino al 10% del valore dell’intervento, per far sì che i progetti si possano sviluppare più velocemente. Dalle scuole agli edifici di culto, passando per i cimiteri e lo stesso Palazzo del Popolo, sono tanti gli edifici su cui si interverrà. I lavori per alcune opere sono già partiti. Si tratta soprattutto di plessi scolastici che erano stati subito adeguati perché finanziati con un’ordinanza della protezione civile. Il sindaco, Daniele Silvetti, si è prodigato in grandi ringraziamenti. «La città si appresta a vivere una nuova alba di rigenerazione». L’importo è elevato, certamente, ma per il sindaco i vantaggi riguardano anche altri aspetti.

I vantaggi

«Non parliamo solo di investimenti, ma anche di lavoro. L’intera economia anconetana ne gioverà, sarà una grande leva di sviluppo». I tempi, tuttavia, sono ancora incerti. «Dipende quanto saranno bravi i progettisti», Castelli glissa e non si sbilancia. Tuttavia una prima indicazione sembra già esserci. Per la progettazione degli edifici pubblici, il Commissario stima che servirà almeno un anno. Per la ricostruzione privata, invece, l’obiettivo è accelerare. Le regole sono le stesse adottate per la ricostruzione post-sisma del 2016, i passi da seguire sono chiari. Ancona, e tutte le Marche, aspettano le loro risposte. «Una sfida sorta nello stesso periodo dell’alluvione – ricorda Acquaroli – La burocrazia da sbrigare è stata tanta. Ora, finalmente, arrivano le risposte».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »