«Una buona notizia, si faccia in fretta»
PESARO Inchiesta affidi, iniziato l’iter in Parlamento europeo per il via libera all’utilizzo delle chat e della corrispondenza tra Matteo Ricci e Massimiliano Santini. Il dem ha fretta e spera che il si arrivi già a settembre. Una settimana fa la Procura di Pesaro, in relazione alle indagini sugli affidamenti diretti del Comune, sponsorizzazioni e pagamenti, ha inviato una richiesta di revoca dell’immunità finalizzata al sequestro, alla lettura e all’eventuale utilizzo di corrispondenza (chat, e-mail, file correlati) tra l’ex sindaco e il suo collaboratore.
L’iter
Ieri la presidente Metsola in apertura di seduta ha avviato l’iter, girando la richiesta alla commissione Juri.
I file erano stati estratti nel corso di una perizia tecnica sul telefono consegnato da Santini lo scorso inverno. Ricci commenta: «Questa è una buona notizia perché ho già richiesto nei giorni scorsi che si faccia il prima possibile. Già a dicembre 2025 mi ero affrettato a depositare ai magistrati una dichiarazione scritta in cui autorizzavo la lettura di qualunque corrispondenza riferita all’indagine con Santini.
Ancor più, il 27 gennaio 2026, con una memoria dei miei avvocati, ho ribadito alla Procura il mio consenso. Infine, il 13 aprile, ho reso nuovamente interrogatorio dinnanzi al Pubblico ministero e, anche in quell’occasione, ho dato il via libera. Il mio interesse è sempre stato solo quello che si esaminasse tutto e che si facesse il prima possibile». L’europarlamentare fa sapere di aver già comunicato ai vertici del Parlamento e ai membri S&D della commissione «l’intenzione di assecondare la richiesta della Procura di acquisire e leggere la corrispondenza, contenente anche un file audio, che ho depositato come difesa». L’inchiesta aveva avuto una ulteriore richiesta di proroga fino al 17 dicembre 2026 proprio per passare in rassegna tutta la mole di documenti raccolti.
Ad aprile si era aggiunta una nuova ipotesi di reato per Ricci: il peculato, che si aggiunge alla corruzione in concorso. La tesi dell’accusa è che sarebbero stati distratti in 2 differenti tranche 4mila euro e 6.300 euro (più Iva) per pagare il videomaker su indicazione dello stesso Santini.
L’inchiesta
L’indagine intanto proseguirà per ulteriori 6 mesi fino al raggiungimento del termine massimo di 2 anni, come previsto dalla legge e cioè fino al 17 dicembre. In totale sono 27 gli indagati e 16 i capi di imputazione: a vario titolo corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico, indebita percezione di fondi pubblici e induzione indebita a dare utilità.
«Ho chiesto inoltre che il Parlamento si esprima favorevolmente nel più breve tempo possibile – chiude Ricci – speriamo già nel mese di settembre. In questi mesi ho sempre collaborato al massimo con gli inquirenti, esprimendo massima fiducia e fornendo tutte le informazioni utili e ribadendo in ogni sede la mia totale estraneità ai fatti contestati. Continuerò a farlo: il mio assenso alla Procura risale ormai a 7 mesi fa».




