«Era l’eroe del fratellino, due esami e si sarebbe laureato»

POLVERIGI Irene Anglano è distrutta dal dolore. Ha pianto tutte le lacrime che aveva ancora negli occhi e nel cuore la mamma di Davide Paglialunga, una donna che nel 2020 aveva già dovuto fare i conti con la scomparsa del marito Roberto. Ora Irene deve fronteggiare un’altra volta il più acuto dei dolori: la morte del figlio maggiore, scomparso a 21 anni. Eppure Irene trova la forza di parlare «perché – dice con la voce rotta ma gentile – tutti devono sapere quanto era buono, disponibile, attento, empatico mio figlio»
La vicinanza
Il sindaco di Polverigi e presidente della provincia di Ancona, Daniele Carnevali, è al fianco della famiglia, composta anche dal quasi 15enne Matteo, fratello minore di Davide e giocatore della Giovane Ancona.
Lo fa con delicatezza e sensibilità, offre tutto il supporto di una comunità attonita e prostrata dalla disperazione. «Il funerale – dice ancora Irene – lo celebreremo qui, a Polverigi, dove viviamo. La cerimonia la fisseremo nei prossimi giorni ma sarà al parco di Villa Nappi o allo stadio comunale, i luoghi del cuore».
Si era parlato dello stadio Carotti di Jesi come luogo in cui celebrare il funerale, visto che Davide indossava la maglia della Jesina, ma l’ipotesi è subito tramontata, come ha confermato il presidente della società leoncella Giancarlo Chiariotti. Irene e Matteo sono profondamente legati alla comunità polverigiana e desiderano che Davide sia salutato per l’ultima volta nel paese alle porte di Ancona. «Anche quando se ne andò Roberto – dice Irene – la comunità partecipò con affetto alla cerimonia».
La donna affida ad alcuni aggettivi il ricordo del figlio. «Davide era solare, buono, empatico, disponibile: era un vero, giovane, uomo che la morte del padre aveva reso ancora più maturo e responsabile». Irene si stringe a Matteo, il figlio 14enne che frequenta le superiori ad Ancona, dove lei gestisce un centro estetico. «Per Matteo, Davide era una sorta di idolo, un eroe – dice la mamma – stravedeva per lui. Ma Davide sapeva farsi voler bene da tutti, si faceva apprezzare in qualunque situazione e con chiunque. Quando è morto mio marito, mi sono ritrovata a fare il ruolo di entrambi i genitori ma Davide mi ha aiutato tantissimo, non faceva trapelare nulla del suo dolore».
L’affetto
E poi aveva a cuore la famiglia: «Per aiutare a casa non giocava solo a calcio, la sua grande passione, ma lavorava con tanto impegno anche per essere più autonomo. Ora faceva il magazziniere all’interno del gruppo delle profumerie Galeazzi. Portava avanti con profitto anche gli studi: frequentava l’università di Urbino, la facoltà di Scienze motorie: gli mancavano due esami e la tesi per laurearsi. Era un piccolo grande uomo, un ragazzo d’oro. Nel grande dolore che ci pervade e ci ferisce, mi fa piacere vedere che ha lasciato un segno bellissimo, un ricordo positivo sulle persone che ci stanno mostrando vicinanza e un grande affetto».




