Veneto

Biblioteca Universitaria, Ostanel ai consiglieri: «Troviamo una soluzione»


Fondata nel 1629, la Biblioteca Universitaria di Padova, nota anche come San Biagio, vive oggi una fase critica, connessa alla mancanza di personale e alla conseguente sospensione di alcuni servizi. A maggio di quest’anno Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra-Reti Civiche ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale al riguardo e oggi, 1° agosto, torna a esprimersi sull’argomento.

«Il ministero della Cultura ha riconosciuto finalmente che la situazione della Biblioteca Universitaria è grave, ma la risposta arrivata da Roma è sconcertante: non ci sono i fondi e quindi non si fa nulla – denuncia Ostanel -. Viene da chiedersi quale sia allora il ruolo del ministero, perché trovare le risorse per garantire il funzionamento di un presidio culturale dello Stato non è forse il suo compito? Oppure il ministro Giuli pensa che guidare un ministero significhi soltanto spostare dirigenti e poltrone, come abbiamo visto fare in questi mesi, invece di assumersi la responsabilità di salvaguardare il patrimonio culturale del Paese?».

«La Biblioteca Universitaria è un’istituzione fondata quasi quattro secoli fa, custodisce centinaia di migliaia di volumi e rappresenta un punto di riferimento per studenti, ricercatori e cittadini – continua la consigliera -. Eppure oggi vede servizi sospesi, orari ridotti e un organico ormai insufficiente. È l’ennesima dimostrazione di una politica nazionale che da anni considera la cultura un costo anziché un investimento, lasciando che le istituzioni culturali si impoveriscano progressivamente fino a rischiare la paralisi».

«Di fronte a questo disinteresse non vogliamo rimanere a guardare. Abbiamo sostenuto la raccolta firme che ha coinvolto migliaia di persone, partecipato alle assemblee pubbliche insieme ai lavoratori, ai docenti e alle organizzazioni sindacali e portato la vicenda anche nelle istituzioni regionali con un’interrogazione in Consiglio. Continueremo a farlo finché non arriveranno risposte concrete – conclude -. Per questo faccio un appello a tutti i consiglieri regionali padovani e ai colleghi della commissione Cultura: finché il ministero non si prende le sue responsabilità troviamo una soluzione comune a sostegno dei lavoratori».


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