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Specializzazioni sanitarie, 1.520 borse per i laureati non medici: ecco come sono distribuite

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il decreto che assegna 1.520 borse di specializzazione per i laureati non medici.

Il provvedimento, firmato dalla ministra Anna Maria Bernini, riguarda l’anno accademico 2025/2026 e interessa sette categorie professionali: biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi.

Il numero complessivo dei posti, finanziati con fondi statali, è stato determinato in base all’accordo tra Governo e Regioni del novembre 2025, che aveva individuato un fabbisogno di 3.866 specialisti. Le risorse disponibili, però, hanno permesso di coprirne poco più di un terzo: 1.520 borse, per l’esattezza.

L’investimento messo in campo è significativo e punta a garantire la continuità nella formazione di professionisti essenziali per il Servizio Sanitario Nazionale. Per sostenere questo impegno, il finanziamento sanitario corrente è stato incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2025 e di ulteriori 30 milioni annui a partire dal 2026. A queste somme si aggiunge un ulteriore stanziamento di 2.026.830 euro annui a decorrere dal 2025.

Il dettaglio dei posti per ogni specializzazione

Il decreto stabilisce con precisione come devono essere suddivise le 1.520 borse tra le diverse tipologie di scuola. Ecco i numeri principali definiti dalle tabelle ministeriali:

  • Patologia clinica e Biochimica clinica: è la scuola con il maggior numero di posti, ben 225 Questi sono destinati a 170 biologi, 28 chimici e 27 farmacisti;
  • Farmacia ospedaliera: dispone di 214 borse;
  • Veterinaria: per le diverse specializzazioni dell’area veterinaria (ex DM 146/2006) sono previsti 172 posti;
  • Psicologia clinica: conta su 159 borse di studio. A queste si aggiungono altri 80 posti per le altre specializzazioni ammesse per l’accesso degli psicologi al SSN;
  • Farmacologia e tossicologia clinica: riceve 135 borse, ripartite tra 53 farmacisti, 29 biologi, 28 veterinari e 25 chimici;
  • Microbiology e virologia: ottiene 106

Le altre borse sono così distribuite: 78 per Scienza dell’alimentazione, 67 per Ortognatodonzia, 65 per Chirurgia orale, 62 per Genetica medica, 59 per Statistica sanitaria e biometria, 57 per Fisica medica e 41 per Odontoiatria pediatrica.

Autonomia degli Atenei e immatricolazioni in soprannumero

Un aspetto importante riguarda la gestione delle borse nelle scuole ad accesso misto, ovvero quelle aperte a più profili professionali. In questi casi, la suddivisione finale dei posti tra le diverse categorie è lasciata all’autonomia dei singoli Atenei. Le università dovranno comunque cercare di rispettare, per quanto possibile, le indicazioni formulate dal Ministero della Salute per garantire un equilibrio tra le professioni.

Inoltre, il decreto specifica che gli Atenei, nel limite della loro capacità ricettiva, possono immatricolare candidati idonei anche senza borsa di studio. Questa possibilità è su base volontaria dei singoli specializzandi e si aggiunge al numero dei posti coperti dai fondi ministeriali o da eventuali finanziamenti di Regioni ed enti privati.

Dove consultare i dati

La ripartizione geografica coinvolge università su tutto il territorio nazionale, da Bari a Milano, passando per Roma e Napoli. Ad esempio, l’Università di Milano riceve complessivamente 121 borse distribuite tra le varie specializzazioni, mentre la Sapienza di Roma ne conta 98. I bandi di accesso per l’anno accademico 2025/2026 sono già stati pubblicati dai singoli Atenei per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche.

Il decreto

Ripartizione per ateneo delle borse di specializzazione

Tabella borse di specializzazione


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