“L’azzardo legale continua a drenare risorse vitali dall’economia locale, assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale”. È quanto emerge chiaramente dalla terza edizione del rapporto sulla diffusione dell’azzardo nei nove comuni del distretto sanitario di Mirandola, promosso dai comuni dell’Area Nord e curato da Federconsumatori Modena. Il quadro delineato per il 2024 è allarmante: nel territorio sono stati spesi tra i 169 e i 172 milioni di euro in giochi legali, segnando una crescita di 18 milioni, pari al 12 per cento in più rispetto all’anno precedente.
Prima di addentrarsi nei numeri, il documento denuncia con forza il clima di scarsa trasparenza istituzionale, definito come una vera e propria “vicenda di dati non dati”. I curatori del report sottolineano infatti senza mezzi termini la gravità della situazione: “nessuno è in grado di giustificare, o quanto meno spiegare, il divieto di pubblicazione dei dati territoriali delle slot, introdotto con la finanziaria 2020”.
Una mancanza di informazioni che prosegue anche per l’azzardo online nei comuni sotto i 10.000 abitanti e che, secondo Federconsumatori, costituisce “un oscuramento informativo che fa parte del tentativo di dimostrare gli scarsi rischi dell’azzardo, nel caso risolvibili attraverso spot che invitano al gioco responsabile, ed allo stesso tempo pubblicizzano aziende dell’azzardo”.
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Guardando nello specifico i dati locali, il fenomeno che desta maggiore preoccupazione è la vertiginosa crescita del gioco online, aumentato del 30 per cento in un solo anno. In questo ambito spiccano gli incrementi record registrati a San Prospero, con un aumento del 128 per cento, a San Felice sul Panaro, con un balzo del 91 per cento, e a Cavezzo, salito del 45 per cento. Si stima che nell’Area Nord vi siano circa 3800 giocatori assidui online, capaci di giocare quote annuali che si aggirano intorno ai 20.000 euro a testa. Nel complesso, il comparto telematico ha raggiunto i 76 milioni di euro giocati, sfiorando il 45 per cento del totale giocato nell’intero distretto, in quello che viene ormai percepito come un imminente sorpasso sulle giocate fisiche.
Tuttavia, il rapporto invita a non sottovalutare i giochi tradizionali e in particolar modo il Gratta e Vinci, che nel 2024 ha registrato vendite per 18,2 milioni di euro. Come evidenziano i ricercatori, a fronte di 76 milioni giocati online le perdite ammontano a 3,9 milioni, mentre sui 18 milioni investiti nei tagliandi cartacei le perdite balzano a 5,2 milioni.
A tal proposito, il testo affronta la questione in maniera inequivocabile: “Chi considera il gratta&vinci una tipologia di azzardo minore deve assolutamente ricredersi”. In questo settore emerge il singolare primato di San Possidonio, dove la giocata pro capite tocca i 480 euro, il doppio della media distrettuale. Un dato anomalo trainato da quello che viene definito un vero e proprio “turismo da azzardo”, alimentato dalla nomea del tutto immotivata di uno specifico bar tabaccheria locale.
Complessivamente, i cittadini del distretto hanno perso nel 2024 ben 29 milioni di euro a causa del gioco legale, una cifra che equivale allo stipendio netto medio annuo di 1700 lavoratori a tempo pieno. L’impatto sul tessuto sociale ed economico è devastante. La riflessione amara di Federconsumatori rende perfettamente l’idea delle occasioni mancate per il territorio: “Se con una bacchetta magica quella perdita fosse trasformata in azioni a favore della popolazione del territorio nell’arco di tre anni potrebbe essere finanziato un moderno Ospedale”. I numeri impongono perciò alle amministrazioni locali e alla politica di interrogarsi profondamente sul peso delle dipendenze, mettendo a confronto il misero gettito fiscale per lo Stato con i gravosi costi sociali pagati da intere comunità.