Ma i problemi restano in capo ai cittadini

Il Collegio di garanzia statutaria della Regione Toscana ha deliberato all’unanimità la non ammissibilità del quesito referendario per l’abrogazione delle tre aslone proposto dal comitato Salute per Tutti per togliere quindi gli effetti della legge regionale del 2005, che aveva riorganizzato il sistema sanitario regionale. La decisione è arrivata dopo un lungo iter che ha visto prima di tutto impegnato il comitato nello studio e nel deposito del quesito e poi nella corposa raccolta firme, che tra l’altro, era andata a buon fine.
Le motivazioni che hanno prodotto lo stop al referendum
La proposta di referendum non è stata accettata per alcuni motivi che sono stati allegati alla deliberazione. Tra questi c’è inserita la mancanza di consapevolezza per gli elettori, che viene così spiegata dalla commissione: Il quesito referendario proposto non risponde ai requisiti previsti dagli articoli 25, comma 3, e 27, comma 1, lettera c), della Legge Regionale n. 62/2007, non consentendo agli elettori una consapevole espressione del diritto di voto. Le altre motivazioni sono: Creazione di una lacuna normativa, cioè in caso di esito favorevole del referendum, il quesito proposto darebbe origine a una lacuna normativa lesiva del diritto alla salute, così come garantito dall’articolo 32 della Costituzione e dall’articolo 4, comma 1, lettera c), dello Statuto della Regione Toscana; Inapplicabilità della normativa di risulta, cioè L’eventuale esito abrogativo del referendum darebbe origine a una normativa inapplicabile, in attesa di un eventuale futuro intervento legislativo che definisca aree e ambiti territoriali di riferimento, incerto nel “quando” e nel “come”. Questo lederebbe il diritto fondamentale alla salute e le norme costituzionali e statutarie che lo presidiano; Contrasto con la volontà referendaria cioè un modello organizzativo già esistente, basato sulla disciplina che risulterebbe abrogata, opererebbe in assenza di disposizioni legislative necessarie per il rispetto dell’articolo 97, comma II, della Costituzione, e in contrasto con la volontà espressa dal corpo elettorale in sede referendaria; infine incertezza sugli effetti del voto cioè il risultato concreto del voto sarebbe condizionato a un successivo intervento legislativo, discrezionale e per questo inconoscibile, rendendo la legge in larga parte inapplicabile e lasciando la disciplina mancante a scelte successive imprevedibili. Il corpo elettorale non orienterebbe il contenuto dell’intervento legislativo né determinerebbe un indirizzo vincolante per il legislatore.
Il commento del comitato
Tra le anime del comitato Salute per tutti c’è Fabio Buricchi, amareggiato della decisione arrivata dalla Regione Toscana, ma pronto a intraprendere altre strade per battagliare sui temi dell’organizzazione sanitaria.
“I nostri legali – spiega Buricchi – stanno vagliando in modo approfondito le motivazioni alla base della decisione del collegio regionale di garanzia, per valutare se ci sono elementi di fondatezza per un ricorso in materia. A conclusione di questo approfondimento, decideremo tutti insieme in apposita seduta del comitato, sul da farsi. Certo è che i problemi quotidiani della sanità restano lì e noi vogliamo fare qualcosa per migliorare questa situazione. Cercheremo nuove strade per farlo, con gli strumenti che sono a disposizione dei cittadini per difendere il diritto alla salute, per una sanità per tutti e vicina alle comunità locali. Nel frattempo ringrazio, a nome del comitato, tutti coloro che hanno partecipato, firmato e dato forza a questa iniziativa popolare.”
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