Vince 35mila dollari su Polymarket scommettendo sul meteo: sospetti di manomissione dei sensori all’aeroporto di Parigi
Dalle scommesse sul crollo delle dittature, passando per l’inizio di un conflitto. Su Polymarket, con le criptovalute, si può puntare soldi davvero su tutto, anche sul meteo. Il problema è quando si sospetta che qualcuno trucchi le predizioni imparando perfino a controllare gli eventi atmosferici. Un utente ha infatti scommesso sul clima di Parigi, prevedendo per due giorni un’insolita impennata di calore. Puntando poche decine di dollari ne ha vinti circa 35mila. Sul caso si è aperta un’indagine con l’ipotesi che qualcuno abbia manomesso i sensori usati per rilevare le temperature.
Per i dati metereologici di Parigi, Polymarket si affida a Météo France, l’agenzia ufficiale del Paese. I suoi sensori per le rilevazioni si trovano all’aeroporto Charles de Gaulle, dove per due giorni sono state registrate temperature insolite. Come riporta il Financial Times, il 6 aprile intorno alle 19 nella capitale francese c’erano 21 gradi, un dato superiore rispetto alle previsioni di un’ora prima che davano al 95% la massima di 18 gradi. La temperatura record è però durata pochi minuti per poi ricalare poco dopo. L’utente sospetto con una puntata inferiore ai 30 dollari ne ha vinti 13.900. Lo stesso è accaduto il 15 aprile quando sono stati registrati 22 gradi: fino a 30 minuti prima la probabilità che questo accadesse era data allo 0,1%. Lo stesso account puntando 119 dollari ne ha vinti 21mila.
“Queste variazioni di temperatura sembrano molto improbabili, soprattutto in queste due date e in un periodo di tempo così breve. Possiamo ipotizzare che un individuo con una buona conoscenza del funzionamento dei sensori sia intervenuto, provocando un aumento delle temperature di due gradi al momento giusto, per convalidare una scommessa”, ha detto il meteorologo Ruben Hallali all’emittente francese Bfmtv. Per questo motivo Météo France ha presentato una denuncia per indagare sull’eventualità che l’utente di Polymarket si sia avvicinato ai sensori con una fonte di calore, come un phon per capelli, di modo da far alzare per qualche minuto le temperature. Intanto anche Polymarket ha preso dei provvedimenti e da domenica non usa più come riferimento i sensori del Charles de Gaulle ma quelli dell’aeroporto di Le Bourget.
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