Emilia Romagna

la storia di Tania Cancedda a Exposanità Bologna


“Bisogna poter apprezzare la bellezza e il potenziale che una protesi può offrire”. È il motto di Tania Cancedda, 40enne di Cagliari che ha trasformato un momento drammatico della sua vita in un’opportunità creativa unica nel suo genere. Nel 2018, mentre tornava a casa, Tania è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale che le è costato l’amputazione della gamba destra sopra al ginocchio. Una vita stravolta in un istante per questa ex ufficiale marittimo, diplomata al Nautico nel 2005 e per anni in servizio presso una compagnia crocieristica internazionale. “Dopo il percorso ospedaliero sono approdata al Centro Protesi Inail di Budrio, racconta Tania. “Lì mi hanno rimesso in piedi. Ho iniziato a usare una protesi per la gamba e mentre ero ancora nel centro ortopedico mi hanno chiesto se volessi personalizzarla”.

La nascita di un’idea rivoluzionaria

Ciò che offriva il mercato, però, non rispecchiava la sua personalità. “Non era nelle mie corde”, spiega. “Per trovare qualcosa che mi rappresentasse meglio ho chiesto ai tecnici se avessi potuto personalizzarla da sola. Mi è stato risposto che avrei potuto farlo, a patto di non intaccare il buon funzionamento della protesi”. Da quel momento è iniziato un percorso di sperimentazione artistica: feltro, colla a caldo, acrilico, pittura e plastificazione. Le cover delle protesi create da Tania sono progettate per resistere a tutte le intemperie, utilizzando materiali leggerissimi che non compromettono la funzionalità dell’ausilio. Il passaparola ha fatto il resto. Dopo aver personalizzato le proprie protesi, Tania ha iniziato a ricevere richieste da altre persone. “È come per un tatuaggio”, racconta. “Ci si siede, si chiacchiera e si trova un accordo su quello che si vuole realizzare”.

The Pirate’s Treasure: quando la disabilità diventa arte

Dalla sua esperienza è nato “The Pirate’s Treasure”, un progetto che unisce la personalizzazione delle protesi con la passione per l’arte e il design ispirato al mondo dei pirati — un omaggio alla sua carriera marittima e un simbolo di resilienza. “Il mio progetto mira a trasformare le protesi in espressioni artistiche e a promuovere l’accettazione e la visibilità delle disabilità”, spiega Tania. “Personalizzare le proprie protesi non è solo un atto estetico, ma una dichiarazione di identità e di forza. È un mezzo per affermare che la disabilità non definisce chi siamo, ma che possiamo scegliere come presentarci al mondo”.

Tania Cancedda protagonista a Exposanità 2026

Tania ha portato i suoi lavori a Exposanità 2026, l’evento dedicato al mondo sanitario e socio-sanitario in corso a BolognaFiere fino a oggi, 24 aprile. Un’occasione per far conoscere il suo progetto a un pubblico più ampio e per incontrare altre persone che, come lei, convivono con una protesi. La manifestazione bolognese, che nel 2024 ha attirato oltre 21.000 visitatori, rappresenta da anni un punto di riferimento per l’innovazione nel settore sanitario e assistenziale, con particolare attenzione alle tecnologie per la riabilitazione e l’inclusione. 

Bologna e l’eccellenza nella tecnica protesica

La presenza di Tania Cancedda a Bologna non è casuale. L’Emilia-Romagna è da decenni un polo d’eccellenza nel settore delle protesi e della riabilitazione, grazie a strutture come il Centro Protesi Inail di Budrio — lo stesso che ha accompagnato Tania nei primi passi dopo l’amputazione — e l’Istituto Ortopedico Rizzoli, pioniere a livello mondiale nell’utilizzo della stampa 3D per la realizzazione di protesi personalizzate. 

Un messaggio di speranza e autodeterminazione

A quasi otto anni dall’incidente che le ha cambiato la vita, Tania Cancedda guarda al futuro con ottimismo. Nel novembre 2025, in occasione del suo 39esimo compleanno, aveva scritto sui social: “È stato l’anno dei cambiamenti, quello che ha preso tutto ciò che avevo costruito in silenzio e l’ha portato alla luce. Da sette anni convivo con una protesi, da sette anni la personalizzo, la trasformo, la rendo mia”.  Un percorso che dimostra come la creatività e la determinazione possano trasformare anche le esperienze più difficili in qualcosa di bello — e condivisibile.


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