Titanic, dopo quasi 30 anni ancora non conoscete questi segreti: cosa si nasconde dietro la pellicola più famosa del mondo
Quasi trent’anni di proiezioni, riedizioni, maratone televisive e streaming non hanno esaurito la capacità di Titanic di sorprendere. Il film di James Cameron uscito il 19 dicembre 1997 negli Stati Uniti — e il 18 gennaio 1998 in Italia — è il prodotto cinematografico più replicato, analizzato e amato della storia moderna: ha incassato quasi 2 miliardi di dollari al botteghino, vinto 11 Oscar su 14 nomination, tenuto in sala per un anno intero fino a consumare letteralmente le pellicole. Eppure dietro quelle immagini che tutti credono di conoscere a memoria si nascondono storie di produzione, scelte tecniche e aneddoti che la maggior parte del pubblico non ha mai sentito.
Il titolo originale era Ice Planet, e Cameron aveva già girato iceberg in segreto
Prima ancora che il progetto venisse annunciato ufficialmente, Cameron stava raccogliendo le forze per qualcosa di diverso. Il regista era salito a bordo di un’imbarcazione al largo della costa della Nuova Scozia con la scusa di girare riprese di iceberg per un film intitolato Ice Planet. Era un pretesto: Cameron stava già pensando al Titanic, stava già accumulando materiale visivo e stava già pianificando la produzione più ambiziosa della sua carriera. Solo quando fu pronto a rivelare l’entità del progetto uscì allo scoperto, con un titolo definitivo e un budget che avrebbe fatto tremare i polsi agli studi: 200 milioni di dollari, il primo film nella storia a superare quella soglia. Cameron stesso, mentre i costi lievitavano, aveva sul set una lametta con la scritta “usare solo se il film non avrà successo”: un promemoria sul rischio personale che stava assumendo, sufficientemente emblematico da non richiedere commenti.
Leo DiCaprio non era la prima scelta e gli studi volevano Matthew McConaughey
Gli studios di Hollywood avevano le idee chiare su chi dovesse stare sulla prua del Titanic: Matthew McConaughey. La scelta sembrava logica nel 1996 — era un volto giovane, attraente, sulla cresta dell’onda. Cameron disse no e insistette per Leonardo DiCaprio, che all’epoca non aveva ancora il peso commerciale che avrebbe acquisito negli anni successivi. Un’altra lunga lista di nomi era stata vagliata per il ruolo di Rose: tra le candidate rifiutate o che declinarono figuravano Jennifer Aniston, Angelina Jolie, Nicole Kidman, Winona Ryder, Cameron Diaz, Reese Witherspoon e decine di altre. Il ruolo della protagonista andò a Kate Winslet, che si disse disposta a fare qualsiasi cosa pur di ottenerlo — incluso non usare una controfigura per la scena del ritratto, la più delicata del film.

Le mani che disegnano Rose sono di Cameron, non di DiCaprio
Quando Jack disegna Rose nel celebre ritratto, le mani che impugnano la matita non sono di Leonardo DiCaprio ma di James Cameron in persona. Il regista è mancino e ha specchiato le riprese in fase di post-produzione per far apparire la mano dominante come la destra — la mano di DiCaprio. C’è anche un errore nella battuta di quella scena: quando Jack invita Rose a posare, dice “Sul letto… sul divano”. La battuta originale era “Sdraiati su quel divano”, ma DiCaprio la sbagliò durante le riprese. A Cameron piacque così tanto la versione storpiata che decise di lasciarla nel film definitivo.
Il cielo stellato era sbagliato e un astrofisico costrinse Cameron a correggerlo
Nella scena finale in cui Rose galleggia sul relitto e guarda il cielo, le stelle sullo sfondo non corrispondevano alla posizione reale dei corpi celesti nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 in quella porzione di Atlantico. Neil deGrasse Tyson, uno degli astrofisici più noti al mondo, scrisse a Cameron segnalando l’errore in più occasioni. Cameron resistette a lungo, ma quando arrivò il momento della riedizione in 3D del 2012 — unica eccezione a una regola di non toccare il film originale — fece correggere le sequenze al computer. Tyson aveva anche notato un dettaglio ancora più imbarazzante: la metà sinistra del cielo era semplicemente il riflesso speculare della metà destra, come se qualcuno avesse copiato e incollato lo stesso arco di stelle. Cameron aveva usato quel cielo “errato” per una ragione artistica — le stelle dovevano richiamare la forma del Cuore dell’Oceano, il gioiello indossato da Rose — ma sotto la pressione scientifica cedette.
La troupe fu intossicata, tre stuntman si fratturarono le ossa
La notte prima dell’ultima giornata di riprese, qualcuno mescolò polvere d’angelo — un potente allucinogeno — nella zuppa di vongole servita al cast e alla troupe. Circa 80 persone finirono in ospedale in preda ad allucinazioni e stati dissociativi: il set rimase paralizzato per ore. Non fu mai identificato il responsabile. Al di là dell’episodio più drammatico, le condizioni di lavoro sul set erano già di per sé estreme: molti membri della produzione contrassero raffreddori, influenze e infezioni renali per le ore trascorse nell’acqua fredda, tre stuntman si fratturarono delle ossa e la stanchezza raggiunse livelli tali che sia Cameron che Kate Winslet hanno ammesso di essersi svegliati alcune mattine sperando, letteralmente, di non dover andare sul set.
La durata storica del film corrisponde esattamente al tempo reale dell’affondamento
Non è un caso né una leggenda metropolitana: le scene ambientate nel 1912 — tutte, escluse quelle nel presente — hanno una durata complessiva di 2 ore e 40 minuti. È esattamente il tempo che impiegò il vero Titanic ad affondare dopo la collisione con l’iceberg. La sequenza della collisione stessa dura 37 secondi: lo stesso tempo esatto del contatto reale tra la nave e il ghiaccio nella notte del 14 aprile 1912. Cameron aveva inviato un sottomarino a fotografare i resti del vero relitto sul fondo dell’Atlantico per ricostruire ogni dettaglio degli arredi e delle strutture interne: un livello di ossessione per il dettaglio che rende ancora più curiosa la svista sulle stelle.
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