in 3.500 arrivano in città
PESARO – L’Adriatica Cup accende la primavera del basket e porta a Pesaro un’ondata di oltre 3.500 presenze in quattro giorni. Il torneo, organizzato da Peppe Ponzoni, è pronto a vivere una nuova edizione confermandosi uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti per la città, non solo per il valore tecnico e giovanile della manifestazione, ma anche per l’impatto turistico ed economico che riesce a generare. Oggi inizieranno ad arrivare le squadre, mentre la manifestazione si concluderà domenica pomeriggio dopo un programma serrato di partite distribuite tra Pesaro e alcune strutture del territorio. In campo ci saranno 160 squadre, dal minibasket fino all’under 17, per un torneo che coinvolge giovani atleti, tecnici, dirigenti e famiglie provenienti da molte regioni italiane.

L’iniziativa di prestigio
«È un evento che va avanti da oltre trent’anni e che apre di fatto la stagione del turismo sportivo», ha sottolineato Ponzoni, evidenziando anche la necessità di informare la città dell’arrivo di migliaia di persone. Le squadre saranno tutte italiane giungendo da ogni parte della penisola. Il torneo sarà prevalentemente maschile, anche se nel minibasket saranno presenti alcune formazioni miste, le “gazzelle”, secondo le regole previste per le categorie più piccole. La macchina organizzativa è imponente. Per garantire a ogni squadra quattro o cinque partite nell’arco di tre giorni sarà necessario utilizzare più palestre, non solo a Pesaro ma anche a Tavullia, Gradara e Montecchio. Una distribuzione indispensabile per sostenere i numeri della manifestazione. A confermare il peso dell’evento anche Marco Filippetti, presidente dell’Apa Albergatori Pesaro, che ha spiegato come la maggior parte delle squadre sia stata sistemata nelle strutture cittadine, con alcune collocazioni nelle zone limitrofe, tra Gabicce e Cattolica. «Il turismo sportivo è trasversale: non porta benefici solo agli alberghi, ma anche ai ristoranti, ai bar, ai negozi e a tutta la città», ha evidenziato Filippetti. Un indotto che arriva in un periodo strategico, contribuendo alla destagionalizzazione e alla promozione del territorio. Non solo sport e pernottamenti. L’organizzazione, insieme all’APA, ha avviato anche una collaborazione con la Fondazione Pescheria per offrire sconti alle famiglie che vorranno visitare i musei cittadini.
La chance da sfruttare
Un modo per trasformare la presenza al torneo in un’occasione di scoperta culturale della città, rafforzando il legame tra eventi sportivi e offerta turistica complessiva. L’assessora allo sport Mila Della Dora ha ringraziato Ponzoni per la continuità e la qualità dell’organizzazione. «Arrivare a 31 edizioni non è scontato, soprattutto considerando anche gli anni difficili del Covid», ha detto, ricordando come il torneo sia riuscito a resistere e a crescere. La conferma arriva dalla domanda, ormai superiore alla capacità ricettiva e organizzativa: quest’anno circa 30 squadre sono rimaste fuori, una scelta necessaria per mantenere alto il livello del servizio e non comprimere la qualità della manifestazione. Per Della Dora, l’Adriatica Cup rappresenta molto più di un torneo giovanile: «È un evento che genera indotto immediato, ma soprattutto promozione futura. Chi arriva a Pesaro per accompagnare i ragazzi può tornare come turista, può raccontare la città, può diventare parte di un passaparola prezioso». Una vetrina sportiva, dunque, ma anche un investimento sull’immagine della città. La primavera pesarese si conferma così sempre più legata ai grandi appuntamenti sportivi. Dopo l’Adriatica Cup, dall’8 al 10 maggio sarà la volta dell’evento internazionale di calcio a 5, con l’arrivo previsto di circa mille tifosi dall’estero.




