al setaccio le tracce di sangue. La badante (accusata di omicidio) ci sarà? Il gip fino ieri non aveva dato l’ok

PERGOLA Una giornata cruciale quella di oggi per le indagini sulla morte della 83enne Maria Bigonzi. Alle 10, nell’appartamento di largo Lucania, è in programma l’esperimento giudiziale. Fino a ieri sera il giudice per l’indagine preliminare non aveva accolto la richiesta di partecipare della badante moldava Maria Betco, per la quale, con il decesso dell’anziana, avvenuto all’ospedale di Urbino, per la sospensione della terapia dialitica legata alla patologia di base e l’aggravarsi delle condizioni già critiche di salute, la procura della Repubblica di Pesaro ha formulato l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla coabitazione.
La ricostruzione tecnica
La perizia sui luoghi è una ricostruzione tecnica e dettagliata di quanto accaduto la mattina del 26 gennaio, esattamente un mese fa, quando l’anziana fu trovata dalla figlia a terra nella sua abitazione in una pozza di sangue con una gravissima frattura alla testa. Potrà risultare determinante per verificare la versione che la badante ha fornito al gip e agli inquirenti. Ha riferito di aver abbassato la sbarra del letto per dare la colazione all’anziana, quindi il salto in cucina a prendere un cucchiaio e in quel frangente l’83enne sarebbe caduta sul pavimento. Poi avrebbe tentato di soccorrerla, sporcandosi di sangue. Una versione che non ha convinto però gli inquirenti, sia per la frattura riportata che per il contesto. Contesto che oggi sarà sotto la lente d’ingrandimento anche utilizzando con un esperto la metodica bloodstain pattern analysis o analisi delle tracce ematiche. È una metodologia che studia le caratteristiche, il posizionamento e la traiettoria delle macchie di sangue sulla scena del crimine. Per la difesa con gli avvocati Salvatore Asole e Giulia De Luca, ci sarà anche il consulente criminologo Ezio Denti, secondo cui gli schizzi di sangue sui muri sono pienamente compatibili con la versione dell’indagata. Per la famiglia di Maria Bigonzi, invece, sarà presente il legale Emanuele Terzanelli.
Gli altri accertamenti
Il 2 marzo poi sarà conferito l’incarico al medico legale per l’esame autoptico, per chiarire le cause esatte della morte e verificare il nesso causale tra le ferite riportate il 26 gennaio e il decesso a distanza di quasi un mese. Ma prima sarà nominato un esperto per eseguire una Tac total body alla salma. «Il pm sta portando avanti un’indagine molto capillare, non lasciando nulla al caso – osserva il difensore della badante Asole -. Doveroso l’accertamento autoptico perché parliamo di una signora di una certa età che aveva tutta una serie di patologie. Ora c’è il nesso causale tra il decesso e l’episodio del 26 gennaio? Parliamo di un mese prima».




