Abruzzo

Pizzoferrato propone la Fondovalle Sangro come strada della Memoria


Guardando alla festa della Liberazione, il Comune di Pizzoferrato propone di trasformare la statale 652, la cosiddetta Fondovalle Sangro, in un vero e proprio “Cammino della memoria”, attraverso un progetto di toponomastica dedicato ai protagonisti della Liberazione e capace di rendere visibile e riconoscibile la Storia lungo il suo percorso. Per il sindaco Palmerino Fagnilli, il completamento della statale 652, nel tratto che si trova ai piedi di Pizzoferrato, non rappresenta soltanto un traguardo ingegneristico e un’infrastruttura strategica al servizio del più importante polo industriale del Centro-Sud, ma anche un passaggio dal forte valore simbolico e storico. 

Il consiglio comunale, riunito in seduta solenne, ha approvato all’unanimità una deliberazione con cui si chiede ad Anas, ai ministeri della Cultura e delle Infrastrutture e alla Regione Abruzzo di intitolare le nuove opere sulla statale 652 ai “costruttori di libertà”.

“Onorare il sangue versato su queste montagne è un dovere istituzionale e morale – sottolinea Fagnilli –. Le nuove opere devono assumere nomi che custodiscano e trasmettano questa memoria”.

Nel dettaglio, la proposta prevede: galleria “Linea Gustav/Winterline” (2.500 m), simbolo del superamento della linea fortificata che per mesi divise l’Italia; viadotto “Brigata Maiella”, tributo alla formazione partigiana abruzzese decorata con medaglia d’Oro al Valor Militare, che a Pizzoferrato ebbe il suo battesimo di fuoco; viadotto “Maggiore Lionel Wigram”, in memoria dell’ufficiale britannico caduto durante l’assalto alle posizioni del Terzo Reich; svincolo “Battaglia di Pizzoferrato”, per ricordare lo scontro del 3 febbraio 1944 che trasformò il borgo in una roccaforte contesa con le armi.

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Il cantiere della statale insiste proprio nell’area in cui l’Ottava Armata attraversò la Linea Gustav, contribuendo alla Liberazione del territorio. “Oggi questa strada unisce ciò che la guerra aveva diviso – prosegue il sindaco Fagnilli – trasformando un antico campo di battaglia in un moderno legame di pace”.

La proposta del Comune si inserisce nel contesto degli ottantesimi anniversari della Liberazione e della Repubblica e degli eventi bellici che segnarono il territorio, offrendo anche un importante spunto educativo.

“Intitolare queste opere significa integrare l’attualità con la memoria. È un modo per collegare fisicamente e idealmente Adriatico e Tirreno attraverso i valori della democrazia. Le infrastrutture non accorciano solo le distanze geografiche – conclude Fagnilli – ma uniscono il passato del sacrificio al futuro della società. Le strade del futuro devono poggiare sulle solide fondamenta della memoria”.

 


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