Marche

Con PAIDEia l’istituto “Da Vinci-Ungaretti” sposa le best practices sull’IA unendo docenti, alunni e famiglie (Videointervista)

FERMO – «La partecipazione a questo progetto – il punto della dirigente scolastica Maria Teresa Barisio – fa parte della caratterizzazione del nostro istituto, cioè di aver sempre cercato delle sfide accattivanti ed essere sempre stati al passo coi tempi. L’intelligenza artificiale è una realtà che ormai è in tutte le vite, di tutte le persone, anche se non ce ne rendiamo conto e quindi la scuola non può rimanere indietro. Per cui quando l’Università di Macerata e in particolar modo il professor Frontoni che stimiamo enormemente, ci hanno proposto di aderire a questa rete, io non ho potuto dire di no, anzi, ho spronato i docenti e ho cercato di spiegare loro l’importanza di questa opportunità che non poteva non essere colta»

L’intervista alla dirigente scolastica prof.ssa Barisio e alla coordinatrice prof.ssa Basso

servizio di Simone Corazza

L’Istituto comprensivo “Da Vinci – Ungaretti” di Fermo gioca d’anticipo sull’intelligenza artificiale e sposa il progetto PAIDEia che unisce docenti, famiglie e alunni per entrare nelle pieghe di una realtà, quella dell’IA, che ormai fa parte della quotidianità di grandi e piccini, che offre grandi opportunità, facilitazioni e prospettive, ma che al contempo cela anche molte insidie. Ecco, di questo e di molto altro oggi pomeriggio si è parlato l’Auditorium “Sandro Pertini” (ex mercato coperto) di Fermo, nella conferenza stampa di presentazione del progetto, un’iniziativa all’avanguardia finanziata dalla Regione Marche nell’ambito delle politiche per l’Istruzione e l’Innovazione Didattica. Il progetto, infatti, si pone l’obiettivo di innovare l’esperienza scolastica attraverso l’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale, promuovendo negli  alunni lo sviluppo del pensiero critico, delle competenze digitali e di un approccio all’apprendimento interdisciplinare. Al tavolo, oltre alla dirigente scolastica Maria Teresa Barisio, anche la professoressa Emanuela Basso, coordinatrice del progetto per l’istituto scolastico, il referente del Laboratorio delle Idee, Sergio Mustica, e Niccolò Testi dell’Università di Macerata.

La dirigente scolastica Maria Teresa Barisio

«La partecipazione a questo progetto – il punto della dirigente scolastica Maria Teresa Barisio – fa parte della caratterizzazione del nostro istituto, cioè di aver sempre cercato delle sfide accattivanti ed essere sempre stati al passo coi tempi. L’intelligenza artificiale è una realtà che ormai è in tutte le vite, di tutte le persone, anche se non ce ne rendiamo conto e quindi la scuola non può rimanere indietro. Per cui quando l’Università di Macerata e in particolar modo il professor Frontoni che stimiamo enormemente, ci hanno proposto di aderire a questa rete, io non ho potuto dire di no, anzi, ho spronato i docenti e ho cercato di spiegare loro l’importanza di questa opportunità che non poteva non essere colta».

Un progetto, PAIDEia, che strizza l’occhio, sì, agli alunni ma che tende la mano anche agli adulti, siano essi gli insegnanti così come i genitori e i familiari dei ragazzi «perché – aggiunge la professoressa Barisio – anche noi vogliamo capire ma soprattutto abbiamo l’esigenza di conoscere meglio l’intelligenza artificiale che i ragazzi già utilizzano, magari anche in maniera impropria. Anche le famiglie spesso hanno bisogno di avere una guida per capire quali sono gli aspetti negativi o comunque le particolarità. Soprattutto ci spaventa il fatto che gli alunni tendano a umanizzare l’IA, quindi a considerarla come un compagno di banco, un amico a cui rivolgersi. Abbiamo bisogno di avere degli strumenti per poterli guidare in questo percorso. Noi siamo una scuola primaria e secondaria di primo grado, però vogliamo essere, per certi versi, precursori in questo sentiero perché capiamo che ormai i bambini già da piccoli la usano, anche in maniera inconsapevole. Ecco perché l’adesione a questa rete è stata una grossa e importante opportunità che speriamo di poter poi tramutare in una buona pratica».

La professoressa Emanuela Basso

«Abbiamo il privilegio – aggiunge la professoressa Emanuela Basso, coordinatrice del progetto per la “Da Vinci-Ungaretti” – di far parte di questa rete di scuole che si pone come obiettivo di accogliere, affrontare e gestire la sfida dell’intelligenza artificiale a scuola Lo facciamo con un coordinamento scientifico dell’Università di Macerata e con altre associazioni guardando un pò a tutta la comunità scolastica. E’ un progetto rivolto ai docenti, agli studenti e alle famiglie.
Siamo partiti con la formazione per poi passare alla progettazione di attività legate all’intelligenza artificiale, al suo uso nella didattica, e alla sperimentazione di questi strumenti, queste progettualità con gli studenti, per valutarne anche l’efficacia affinché queste esperienze possano essere raccontate ai nostri colleghi. E quindi condivise con tutti. Il progetto, per noi docenti, è un momento di formazione molto importante che sarà esteso a tutto l’istituto. Ovviamente anche le famiglie saranno coinvolte perché nella preparazione dei materiali sono previste dispense per le famiglie ma anche webinar e incontri, affinché la consapevolezza sull’intelligenza artificiale possa essere accolta da tutta la comunità. Non possiamo tirarci indietro, noi siamo pronti ad accettare questa sfida».

Sergio Mustica

«L’Ia – il punto di Sergio Mustica – ha la stessa dimensione che si ha quando arrivano estate o inverno: c’è sempre qualcuno scontento e qualcuno felice. PAIDEia si connette all’idea della cultura classica di un tempo, alle radici latine e greche: noi guardiamo al futuro, ma con basi etiche mettendo al centro la persona. Faremo iniziative per gli studenti, per le famiglie, nelle scuole e non».

La responsabilità scientifica è di Emanuele Frontoni, mentre Niccolò Testi  ha sottolineato come «seguiamo le direttrici dell’Università: si accresce la tecnologia con l’umanesimo, si utilizza l’Ia per apprendere meglio».

Niccolò Testi

Sono previsti gruppi di lavoro di dieci persone che produrranno contenuti, che saranno trasmessi ai docenti che a loro volta sperimenteranno con i ragazzi. E’ stato predisposto anche un manifesto. Otto punti in cui si rimarca il legame che si vuole creare con la scuola.

La dirigente scolastica Maria Teresa Barisio

La professoressa Emanuela Basso

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