Voto di scambio a Modugno, nuove accuse al sindaco Bonasia
Nuove contestazioni, relative ad altri episodi di assunzioni sospette, sono state mosse dal pm antimafia Fabio Buquicchio al sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, indagato nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari, per associazione mafiosa e voto di scambio politico mafioso. Il primo cittadino è accusato di essere stato eletto alle ultime comunali con i voti della mafia, così come l’allora assessore alle Attività produttive, Antonio Lopez, arrestato a novembre scorso con le stesse accuse. Sarebbe stato lui, grazie all’interessamento del clan Parisi del quartiere Japigia, ad incassare preferenze e a dirottarle poi su Bonasia. In cambio, sostiene l’accusa, avrebbe dovuto assumere un’altra persona, finita nello scandalo.
Subito dopo gli arresti, il sindaco tramite il suo legale, l’avvocato Mimmo Di Ciaula, aveva chiesto di essere ascoltato. E mercoledì pomeriggio si è presentato in Procura, dove per 4 ore ha risposto alle domande del pubblico ministero, spiegando le modalità trasparenti con cui, nell’ambito del suo mandato, gestisce le politiche sociali e del lavoro. A quel punto il pm, trasformando formalmente le dichiarazioni in interrogatorio, gli ha contestato altre assunzioni, almeno due persone, sponsorizzate dalla mafia. Novità investigative che sarebbero emerse dall’esame di telefoni cellulari e computer sequestrati dopo gli arresti, ma anche dalle dichiarazioni rese da Totò Lopez. Novità sulle quali indaga ora l’antimafia.


