Scienza e tecnologia

5 gemme indie con incredibili oceani digitali

Paralleli e complementari ai gioconi che hanno ridefinito l’acqua digitale troviamo diverse gemme indipendenti che, al pari dei titoli ad alto budget, hanno saputo restituire a schermo dei mari semplicemente indimenticabili. Eccovi cinque videogiochi imprescindibili per gli amanti degli oceani digitali.

Dave the Diver

Ad aprire il valzer dei capolavori indie in cui tuffarsi per vivere avventure incredibili troviamo Dave the Diver, il fenomeno di Steam diventato sempre più grande che è riuscito, col tempo, a conquistare anche l’utenza console con la sua poliedrica offerta ludica e contenutistica. L’avventura marina e subacquea di Mintrocket pesca a piene mani dai kolossal del genere per spronare gli utenti a unirsi a Dave e ai suoi amici per esplorare il misterioso Profondo Blu e, tra mille peripezie e infinite sfide, gestire un sushi bar.

Dredge

Sulla falsariga delle avventure che ibridano i giochi di ruolo alle esperienze strategiche e gestionali troviamo anche Dredge, un successo indipendente che ha riprodotto l’orrore di Lovecraft alla perfezione attraverso una storia di resilienza e riscatto incentrata sulle gesta di un pescatore chiamato a navigare in acque che definire pericolose sarebbe un pallido eufemismo. Un sistema di progressione impeccabile e un comparto grafico impreziosito da uno squisito stile minimalista rendono ancora più immersiva un’esperienza che, pur scorrendo senza eccessivi scossoni, si lascia apprezzare per l’originalità del suo impianto ludico e per la curiosità instillata dalla sua storia.

Abzu

A dispetto dei dieci anni trascorsi dall’uscita del qui recensito Abzu, l’odissea sottomarina di Giant Squid non ha perso una goccia del suo immenso fascino e delle qualità indiscusse di un racconto interattivo che prende in prestito il linguaggio ludico di opere come Flower e Journey. La discesa nel cuore dell’oceano alterna sequenze dalla bellezza estraniante al sogno di un’immersione subacquea intrisa di mistero e fascino.

Stranded Deep

Il sandbox indipendente di Beam Team Games cala i patiti del genere nei panni di un sopravvissuto a un disastro aereo che si risveglia in un’isola deserta nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Come vi raccontiamo nella nostra recensione di Stranded Deep, il titolo prova a fare proprie le meccaniche di gameplay e la tensione di opere come The Forest per inscenare a schermo una lotta estenuante contro squali e altre creature degli abissi, sullo sfondo di una storia che si svolge al ritmo delle attività da completare per reperire il cibo e le risorse in un ambiente brutalmente inospitale e falsamente mascherato da paradiso terrestre.

Barotrauma

Se amate le esperienze gestionali e strategiche di FTL e Fallout Shelter, vi consigliamo caldamente di riscoprire Barotrauma, l’avventura a tinte oscure nel mare alieno di Daedalic che ci pone al comando di un sottomarino ipertecnologico per esplorare le profondità di un oceano extraterrestre. Ai pericoli da affrontare confrontandoci con le mostruose creature bioluminescenti che si nascondono nell’oscurità si sommano le indicibili sfide di sopravvivenza da superare gestendo i singoli compartimenti stagni del sottomarino e una ciurma che, come il nostro alter-ego, patirà gli effetti di questo pericoloso viaggio.


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