Campania

lo scontro tra candidati si sposta sui social


Dopo la lite durante la processione di San Michele lo scontro tra i candidati a sindaco di Trentola Ducenta, Michele Apicella e Michele Griffo, si sposta sui social.

I due candidati dicono la propria versione dopo che il video della sfuriata ha fatto il giro della rete, suscitando indignazione nella cittadinanza per l’aver trasformato un momento religioso particolarmente sentito, come la processione del Santo Patrono, in uno scontro aperto tra due fazioni in lotta per le amministrative.

La versione di Apicella

Ad aprire le danze è stato Apicella che ha dichiarato che durante la processione “il candidato sindaco Michele Griffo ha iniziato ad urlare sostenendo che i candidati presenti nelle vicinanze del corteo avrebbero dovuto allontanarsi o indietreggiare – spiega Apicella – Di fronte a tale atteggiamento, l’ho invitato a mantenere la calma e ad evitare comportamenti fuori luogo in un momento così importante per la nostra comunità. La sua risposta è stata aggressiva e offensiva: mi ha intimato più volte di andare via, rivolgendosi nei miei confronti con espressioni offensive e dandomi ripetutamente dello “scemo”. A quel punto, e di questo mi dispiaccio sinceramente, sono stato costretto ad alzare i toni per difendere la mia dignità, chiedendo come si permettesse di rivolgermi tali parole. Ancora più grave è stato quando ha avuto l’ardire di definirmi “camorrista”: un’accusa che mai può appartenere alla mia persona, e Michele Griffo lo sa bene. Non aggiungo altro. Al di là della mia persona, ciò che ritengo ancora più grave è l’attacco rivolto all’istituzione che rappresento e, di conseguenza, all’intera città di Trentola Ducenta. Desidero comunque scusarmi con la cittadinanza, con il parroco Don Marcello, con il Comitato Festeggiamenti e con tutti i fedeli presenti per lo spiacevole episodio verificatosi durante una manifestazione religiosa che avrebbe dovuto rappresentare un momento di raccoglimento, rispetto e serenità per l’intera comunità. Ritengo però vergognoso e inqualificabile quanto accaduto ieri”.

Griffo annuncia la querela

Dal canto suo, Griffo comincia dallo scusarsi: “Un momento di fede e di comunità non meritava di essere turbato da alcun tipo di tensione, indipendentemente da chi ne abbia avuto la responsabilità. Di questo mi rammarico sinceramente. Mi sarei aspettato, inoltre, che il Sindaco rivolgesse le sue scuse anche a me – e in particolare per aver usato quelle parole davanti a mio nipote, un minore, che era presente al mio fianco. Certi toni non sono accettabili in nessun contesto. Davanti a un bambino, lo sono ancora meno”.

Poi la ricostruzione dei fatti. “Ero intento a seguire la processione di San Michele Arcangelo per le vie cittadine – racconta – Sicché, Apicella, assente per gran parte del tragitto del Santo, ad un certo punto è stato notiziato da qualche suo “informatore” circa la mia presenza in loco, e subito si è precipitato sul posto con la sua rampante super car elettrica americana accompagnato da un manipolo di suoi candidati al consiglio comunale. Ivi giunto ha preteso che io non partecipassi alla processione, ovvero che fossi allocato nella coda della stessa. All’udire ciò, mi sono ribellato. Di tutta risposta, in questo frangente ho detto ad Apicella di “non fare lo scemo” e di “allontanarsi”; e ciò proprio in ragione delle prepotenze dallo stesso messe in opera. Viepiù ho utilizzato la espressione “non fare il camorrista” proprio a voler significare che non mi avrebbe potuto imporre di non partecipare ad una pubblica processione religiosa”, conclude.

Griffo ribadisce l’adozione delle iniziative legali del caso, allegando all’autorità giudiziaria anche ulteriori video che sono stati realizzati e che hanno immortalato l’episodio.


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