Lazio

Dal cinema Apollo a San Lorenzo, il grido di Spin Time contro il business immobiliare

Una giornata di mobilitazione ha attraversato le strade della Capitale, nella giornata di sabato 9 maggio,  trasformando piazze storiche e cantieri cittadini in un percorso simbolico contro quella che Spin Time Labs definisce “gentrificazione selvaggia”.

Sotto lo slogan “Tutta nostra la città”, il movimento per il diritto all’abitare ha puntato i riflettori su studentati di lusso, spazi pubblici abbandonati e operazioni immobiliari dei fondi d’investimento, denunciando il divario tra esigenze sociali e interessi economici.

Dal cuore pulsante della città agli spazi dimenticati

La protesta è iniziata a Piazza Vittorio, dove gli attivisti hanno incontrato i riders in sciopero della Nidil Cgil, sottolineando il legame tra precarietà lavorativa e pressione del mercato immobiliare. «Siamo tutti sotto ricatto, dai giganti del delivery ai re del mattone», hanno dichiarato gli organizzatori.

Successivamente il corteo si è diretto verso l’ex cinema Apollo, simbolo di un patrimonio pubblico lasciato in degrado nonostante l’acquisizione comunale di oltre vent’anni fa e i progetti di rigenerazione legati all’ex Metropolitan. Per Spin Time, la lentezza nell’intervento rappresenta il fallimento di una politica urbana capace di tutelare il bene comune.

Lusso che esclude e tensioni nei quartieri

Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata a San Lorenzo, davanti al neonato The Social Hub. Tra piscine panoramiche e locali di design, gli attivisti hanno denunciato gli affitti esorbitanti: «1.500 euro al mese per una stanzahanno spiegato mentre molti studenti vivono in tenda o abbandonano l’università».

Anche gli ex Mercati Generali di Ostiense sono stati teatro della protesta: qui il fondo americano Hines realizzerà nuovi studentati e spazi commerciali.

Pur approvato dal Campidoglio, il progetto è contestato dai comitati locali che ritengono l’iniziativa lontana dalle reali esigenze di sostenibilità e partecipazione del quartiere.

Fondi e speculazioni: il caso di Investire SGR

Tappa simbolica in viale delle Province, davanti ai cantieri di Investire SGR. Il fondo, proprietario dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme dove ha sede Spin Time e incluso nelle liste di sgombero della Prefettura, sta realizzando appartamenti di lusso in un edificio un tempo destinato a housing pubblico.

Per Andrea Alzetta, storico portavoce del movimento, l’operazione è l’emblema di una città che «cancella il sociale per fare spazio al profitto».

Uno sguardo al futuro: l’agorà del 24 maggio

Gli attivisti hanno chiarito che la mobilitazione di sabato non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa verso l’agorà del 24 maggio.

In quell’occasione Spin Time Labs intende riunire cittadini, associazioni e forze democratiche per discutere e proporre un modello urbano alternativo, in cui il diritto all’abitare e la tutela del patrimonio pubblico siano al centro delle scelte politiche e della pianificazione della città.

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