Trentino Alto Adige/Suedtirol

Via Bari, la scuola da 30 milioni rischia di aprire senza alunni – Bolzano



BOLZANO. Etnico, come sospetta il Pd, oppure, esclusivamente tecnico, come giura l’assessora comunale alla scuola Johanna Ramoser? Ciò che è certo è che la scuola che sta sorgendo in via Bari, costata 30 milioni di euro, rappresenta oggi un problema. Dovrebbe aprire nell’anno scolastico 2027-’28, ma non è chiaro chi ci andrà: alunni tedeschi o solo italiani; oppure bambini di entrambi i gruppi? Il tema è stato affrontato ieri nel corso della clausura della giunta comunale, voluta dal sindaco Claudio Corrarati, per fare il punto su una serie di temi: dalle case alle grandi opere sulla mobilità; dalla sicurezza agli incarichi dei dirigenti comunali. All’assessora Ramoser è stato chiesto di predisporre, assieme ai suoi tecnici, un piano per capire quali sono le reali esigenze di spazi scolastici, con una proiezione sui prossimi cinque anni.

Un progetto vecchio di 20 anni

Uno dei problemi della pubblica amministrazione sono i tempi. Si progetta un’opera oggi e si realizza fra 10-20 anni; nel frattempo sono cambiate le esigenze. È quello che si sta verificando con la bellissima scuola che sta sorgendo in via Bari, nell’italianissimo quartiere di Don Bosco. «Inizialmente – spiega Ramoser – la scuola doveva essere interamente dedicata ai bambini di lingua tedesca. Con gli anni il progetto è cambiato e si è pensato di mettere – sotto lo stesso tetto – bambini di entrambi i gruppi. Il piano prevede la creazione di 17 classi: una sezione tedesca, una sezione italiana per i cinque anni di scuola elementare (primaria) e tre di medie (secondaria di primo grado)». Il complesso potrebbe essere pronto tra un anno e mezzo. Adesso però si scopre che potrebbe essere complicato riempire quelle aule. «Stiamo lavorando – spiega l’assessora Ramoser – con il sovrintendente Gullotta e con l’intendente tedesca Falkensteiner, per capire quali sono le reali esigenze di spazio. Evidentemente nel tempo sono cambiate e oggi i dirigenti della scuola tedesca non sono più interessati ad andare nella nuova scuola di via Bari». Perché ci sono troppi italiani e soprattutto stranieri, come sospetta qualcuno? «Il tema etnico, non mi stancherò di ripeterlo, non c’entra. Il problema è tecnico-organizzativo. La scuola di via Bari sarebbe una sede staccata della scuola elementare Pestalozzi e della media Schweitzer di viale Europa. Ci hanno spiegato che ci sarebbero difficoltà in particolare ad organizzare le lezioni, per via degli spostamenti degli insegnanti. È il motivo per cui si preferirebbe una soluzione più vicina». Per questo si sarebbe ipotizzato di ricavare qualche aula in più dalle scuole Langer nel quartiere Firmian, dove convivono già classi italiane e tedesche. Una soluzione che pare però difficile da attuare. Se non spostando una parte delle classi italiane delle Langer in via Bari. Cosa che il vice presidente della Provincia Marco Galateo ha escluso.

Chi metterci in via Bari?

E quindi nel complesso di via Bari, chi ci andrà? La scuola italiana – anche in considerazione del continuo calo delle nascite – ha bisogno di nuovi spazi? Certo, aule nuove possono sempre servire. Ma a quanto pare non sarebbero indispensabili. A meno che non si pensi di ristrutturare completamente qualche vecchio edificio scolastico o magari si decida di utilizzarlo per scopi diversi. «Non c’è ancora nulla di deciso – precisa l’assessora Ramoser -: in questo momento sono in corso una serie di valutazioni tecniche con i rappresentanti delle scuole dei due gruppi linguistici».

I vecchi dubbi

«I miei timori – dice oggi l’assessore comunale Claudio Della Ratta – si stanno dimostrando purtroppo fondati. A suo tempo da consigliere avevo presentato in Consiglio comunale diverse mozioni, per chiedere di rimandare o sospendere la realizzazione della nuova scuola di via Bari, non per contrarietà all’edilizia scolastica, ma per verificare la reale necessità dell’opera in un contesto già ricco di istituti e con un calo demografico in corso. Il progetto nasce molti anni fa e arriva oggi a compimento con uno stanziamento attuale di oltre 30 milioni. Nel frattempo il Comune ha investito risorse importanti anche nel recupero di aule esistenti, come nel caso delle scuole King, consentendo una migliore distribuzione degli alunni e liberando spazi in altri istituti. Questo intervento ha inoltre assorbito gran parte dei fondi provinciali disponibili per l’edilizia scolastica, oggi esauriti per Bolzano nel decennio 2016-2025, limitando la possibilità di finanziare altri progetti urgenti».




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