Centrale 112 agli Erzelli, preoccupazione tra i lavoratori. L’assessore Nicolò: “Non è sulla Luna”

Genova. Cresce il malumore tra i lavoratori del 112, il numero unico di emergenza, per il progetto di trasferimento della centrale operativa dall’attuale sede del San Martino al parco tecnologico di Erzelli. L’ipotesi è tuttora sul tavolo della Regione nell’ambito della riorganizzazione scaturita da un lato dalla decisione di accorpare le centrali del 118, con la necessità di maggiori spazi a Genova dove vengono gestite anche le chiamate del Tigullio, e dall’altro dalla creazione del nuovo numero 116117 per le necessità mediche non urgenti.
Con una delibera assunta negli scorsi giorni, Ats Liguria (azienda sanitaria che ha assorbito tutte le Asl) ha approvato la proposta tecnico-economica di Liguria Digitale per l’allestimento dei locali destinati a ospitare tre centrali operative nella sede di Erzelli: quella del 112, quella del 116117 e la disaster recovery del 118 (centrale di backup che garantisce la continuità operativa in caso di interruzioni). Costo complessivo dell’operazione 3,3 milioni di euro, comprensivi dei lavori di allestimento e del canone di utilizzo fino al 2031. Ma i giochi sarebbero ancora aperti, tanto che il trasferimento del 112 non è stato ancora formalmente deliberato.
Le perplessità degli operatori riguardano soprattutto gli aspetti logistici. Per raggiungere la collina degli Erzelli, ancora in gran parte spopolata e priva di infrastrutture, non c’è un servizio di trasporto pubblico h24. E quindi risulterebbe impossibile arrivare al lavoro in caso di chiamata in reperibilità in orario notturno o festivo, con possibili ricadute anche in caso di eventi improvvisi che richiedessero il rapido afflusso di personale aggiuntivo.
Per questo i lavoratori si sono attivati negli scorsi giorni per chiedere la riapertura del confronto istituzionale con ministero della Difesa e dell’Interno, proponendo sedi alternative come il comando dei carabinieri. In Lombardia, ad esempio, il Nue 112 è integrato in strutture della polizia di Stato.
“Io credo che il problema non esista – replica oggi l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che in giornata ha incontrato gli operatori in centrale -. Non dobbiamo considerare Erzelli come se fosse un posto sulla Luna. Agli Erzelli ricordo che c’è Liguria Digitale con tantissime persone che fanno anche reperibilità, perché c’è una disaster recovery digitale che deve essere operativa 24 ore su 24. Sul trasferimento c’è tutta una serie di interlocuzioni. Abbiamo l’esigenza di attivare il 116117 e abbiamo intenzione di farlo agli Erzelli. Parimenti, vorremmo anche fare un discorso sul trasferimento del 112. Insieme alle organizzazioni sindacali ne parleremo e discuteremo dei pro e dei contro“. È ancora possibile valutare alternative? “Abbiamo segnato un percorso, poi vediamo in corso d’opera che cosa possiamo fare”, risponde l’assessore.
Oggi la centrale del 112 si trova nel complesso dell’ospedale San Martino, realizzata nel 2017 con fondi europei. Con i suoi 46 operatori in organico gestisce circa 1,2 milioni di chiamate all’anno provenienti dall’intero territorio regionale, comprese quelle ai numeri di emergenza tradizionali (113, 115 e 118). Oltre il 45% delle chiamate vengono filtrate eliminando errori, richieste improprie o non pertinenti, alleggerendo quindi le centrali di secondo livello (tra cui quella del 118).




