un uomo salvato nei locali della parrocchia da 3 future spose
ASCOLI Una serata conviviale si è trasformata in un’emergenza drammatica, conclusa fortunatamente senza conseguenze irreparabili grazie alla prontezza di alcuni presenti. È accaduto domenica sera nei locali della parrocchia dei Ss Simone e Giuda a Monticelli, durante la cena di fine corso prematrimoniale, quando un uomo di circa 50 anni sposato con figli è andato in arresto cardiaco. L’episodio si è verificato poco dopo le 21.30, al termine della cena che aveva riunito le coppie che avevano appena concluso il percorso prematrimoniale 2026, insieme agli animatori e a diversi sacerdoti.
Il mancamento
Il clima era sereno e disteso quando, all’improvviso, l’uomo si è accasciato a terra sotto gli occhi dei presenti e della moglie, facendo scattare momenti di paura. Immediata la reazione di tre dottoresse presenti in quanto partecipanti al corso: Nicoletta Montani, medico di medicina generale ad Ascoli; Cristina Antonini, internista in servizio all’ospedale di Sant’Omero; e Federica Spina, otorinolaringoiatra in servizio al carcere di Marino. Le tre sono intervenute, avviando subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare e coordinandosi con lucidità per mantenere attive le funzioni vitali dell’uomo.
Nello stesso momento, altri partecipanti alla serata si sono attivati per contattare i soccorsi, fornendo tutte le informazioni necessarie e facilitando l’arrivo dell’ambulanza. Una collaborazione spontanea e preziosa che ha contribuito a gestire al meglio una situazione critica. Secondo quanto emerso, l’uomo era entrato in arresto cardiaco e proprio la rapidità e la competenza delle tre donne medico si sono rivelate decisive: al momento dell’arrivo dei sanitari del 118, il battito cardiaco e la circolazione erano già stati ripristinati grazie alle manovre effettuate sul posto.
Il trasporto
Il 50enne è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Mazzoni dove si trova ricoverato ed assistito dal personale sanitario. L’episodio ha profondamente colpito le persone presenti alla cena, trasformando un momento di festa in un’esperienza carica di tensione. Allo stesso tempo, ha messo in luce il valore della preparazione e della prontezza di chi, pur fuori servizio, non ha esitato a intervenire.




