Basilicata

Omicidio Ceravolo, l’avvocato: «Risposta ai sacrifici della famiglia»

Dopo la svolta per l’omicidio di Filippo Ceravolo il commento tra soddisfazione e prudenza giuridica  di Michele Gigliotti avvocato della famiglia della vittima.


VIBO VALENTIA – L’operazione che ha portato agli arresti nell’inchiesta sull’omicidio di Filippo Ceravolo segna un passaggio giudiziario atteso da anni, ma anche, secondo la difesa della famiglia, l’inizio di una fase ancora delicata del percorso processuale. A sottolinearlo è l’avvocato Michele Gigliotti, che pur accogliendo con soddisfazione gli sviluppi investigativi invita alla cautela sul piano delle valutazioni definitive: “La giustizia arriva, anche se lentamente”, ha commentato aprendo il suo intervento con un richiamo al lungo tempo trascorso dall’omicidio e al peso dell’attesa per la famiglia Ceravolo: «Tutte le attese, i sacrifici di una famiglia sono stati finalmente ripagati. Alla fine dei conti la giustizia arriva, anche se ci mette un po’, ma arriva inesorabile».

Parole che sintetizzano il senso di un’indagine lunga oltre un decennio, segnata da fasi di stallo, riaperture e approfondimenti successivi. Il legale ha poi voluto evidenziare il ruolo decisivo della Procura di Catanzaro, guidata dal procuratore Salvatore Curcio, e delle forze dell’ordine, riconoscendo un lavoro investigativo “costante e scrupoloso”, portato avanti nonostante la complessità del contesto territoriale e la distanza temporale dai fatti.

IL NODO DELLE MISURE CAUTELARI E IL RUOLO DEL PRESUNTO MANDANTE

Uno dei passaggi più rilevanti delle dichiarazioni riguarda l’impianto cautelare dell’indagine. L’avvocato ha infatti evidenziato come la Direzione distrettuale antimafia abbia ottenuto solo un accoglimento parziale della richiesta: tre arresti in carcere, due indagati a piede libero e tra questi anche il presunto mandante. Su questo punto Gigliotti ha precisato che «la richiesta della Dda è stata accolta parzialmente, tuttavia questo non vuol dire che sia estraneo ai fatti. La circostanza che non siano state avvisate le esigenze cautelari non significa che non possa essere responsabile». Si tratta di una distinzione importante sul piano giuridico. L’assenza di misura cautelare non equivale infatti a una valutazione di innocenza. Ma indica esclusivamente che, al momento, non sono ritenuti sussistenti i presupposti per una restrizione della libertà personale nella fase delle indagini.

OMICIDIO CERAVOLO: FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA E LINEA DIFENSIVA DELLA FAMIGLIA

Nonostante la complessità del quadro, il legale ha ribadito la piena fiducia nell’operato della magistratura: «Noi abbiamo fiducia nel procuratore Salvatore Curcio e nella sua scrupolosità nel condurre le indagini». Una fiducia che si traduce anche in una scelta processuale già definita: «La famiglia Ceravolo si costituirà parte civile nel procedimento, con l’obiettivo di essere formalmente riconosciuta come parte offesa e ottenere il pieno riconoscimento del danno subito».

Secondo Gigliotti, questo passaggio non ha solo una valenza tecnica, ma anche simbolica, perché rappresenta la continuità della battaglia civile portata avanti dalla famiglia negli anni: “Mi auguro – precisa il legale – che tutte le associazioni antimafia e la società civile si muovano, perché, come diceva il grande procuratore Falvo, il cambiamento passa anche da queste iniziative e non solo con le operazioni ma con una presa di coscienza che porti loro ad auto-liberarsi dal gioco mafioso con dei segnali chiari quale sarebbe quello, appunto, della costituzione di parte civile al processo”.

LA FAMIGLIA CERAVOLO COME “SOGGETTO ATTIVO DI LEGALITÀ”

Particolarmente significativo è il richiamo dell’avvocato al ruolo assunto nel tempo dalla famiglia Ceravolo, non solo come vittima del reato ma come protagonista attiva di un percorso di memoria e impegno civile. Il legale dei Ceravolo ha ricordato come, anche nei momenti più difficili, la famiglia abbia continuato a promuovere iniziative pubbliche, soprattutto nelle scuole, per diffondere la cultura della legalità e contrastare l’indifferenza: «Hanno continuato a profondere impegno in ogni occasione utile per il contrasto al fenomeno mafioso, portando avanti il ricordo di Filippo nelle scuole, con i più giovani». Un’attività che, secondo il legale, rafforza il valore etico della loro posizione nel processo, rendendoli non solo parte lesa ma anche testimoni attivi di un cambiamento culturale.

I SEGNALI DELL’INCHIESTA E LA SENSAZIONE DI UNA SVOLTA IMMINENTE

Gigliotti ha infine rivelato come, già nei giorni precedenti agli arresti, vi fossero segnali di un’accelerazione investigativa: «Già la settimana scorsa avevamo notato che qualcosa potesse muoversi dopo che sugli organi di stampa (Il Quotidiano del Sud le aveva pubblicate in anteprima, ndr) erano apparse informazioni nuove sulla vicenda».  Una percezione che si è poi concretizzata nell’esecuzione delle misure cautelari, confermando – secondo il legale – l’esistenza di un’attività investigativa in fase avanzata e ormai prossima a una svolta operativa.

OMICIDIO CERAVOLO, IL SINDACO DI SORIANELLO: “UNA PRIMA GIUSTIZIA PER FILIPPO”

Anche il sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, ha espresso il proprio commento sull’operazione: «Tutta l’amministrazione comunale di Sorianello vuole esprimere il ringraziamento alla Dda e ai Carabinieri di Vibo per aver apposto i tasselli mancanti ad un delitto che è costato la vita ad un innocente». Il primo cittadino ha ricordato il lungo impegno della famiglia Ceravolo, sottolineando il ruolo del padre Martino, che non ha mai smesso di cercare verità nemmeno dopo la prima archiviazione del caso: «Lo abbiamo sentito questa mattina per commentare la notizia. Oggi ha finalmente trovato una prima giustizia alle sue richieste».

LIBERA: “UN PASSO DECISIVO, MA ANCHE UN NUOVO INIZIO”

Molto forte anche la posizione di Libera, che ha definito l’operazione un momento di svolta per la memoria collettiva. L’associazione ricorda come il nome di Filippo Ceravolo sia stato per anni un simbolo di impegno civile contro la ‘ndrangheta, «Filippo era un ragazzo pieno di vita, una vittima innocente della ferocia della ‘ndrangheta», e ha espresso vicinanza alla famiglia, sottolineando la capacità di trasformare il dolore in un percorso di responsabilità e cambiamento: «La tenacia della famiglia Ceravolo è l’esempio di come l’amore per un figlio possa diventare un faro di legalità per un intero territorio». Particolare rilievo è dato anche al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, descritto come costante e silenzioso, capace di superare anni di omertà. Per Libera, tuttavia, il risultato non rappresenta un punto di arrivo: «Questo risultato non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio».

SULLA SVOLTA DELL’OMICIDIO CERAVOLO, IL SOTTOSEGRETARIO WANDA FERRO: “LO STATO NON ARRETRA”

Sul piano istituzionale, dopo Occhiuto, è intervenuta anche la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che ha definito l’operazione una “straordinaria pagina di verità e giustizia per la Calabria”. L’esponente di governo ha poi espresso vicinanza ai familiari della vittima e ha sottolineato il valore del lavoro investigativo condotto dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, guidati dal colonnello Antonio Parillo, insieme alla Dda di Catanzaro: «Lo Stato dimostra, ancora una volta, che non arretra e che, anche a distanza di tempo, arriva grazie al lavoro paziente e alla determinazione dei suoi uomini». Il sottosegretario ha inoltre evidenziato come l’operazione rappresenti un colpo significativo alle organizzazioni di ‘ndrangheta del territorio vibonese, confermando la sinergia tra magistratura e forze dell’ordine.


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