Ambiente

Tunisia, verso negoziati con Ue per quota olio d’oliva a 100mila tonnellate – Mondo Agricolo

La Tunisia si prepara ad avviare
negoziati con l’Unione europea per rafforzare il quadro
giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il
contingente di esportazione dell’olio d’oliva tunisino. Lo ha
annunciato il ministro degli Esteri di Tunisi, Mohamed Ali
Nafti, aggiungendo che la Tunisia ha anche avviato negoziati con
gli Stati Uniti per rivedere i dazi imposti in questo contesto.

   
Nafti, rispondendo ai parlamentari durante la sessione plenaria
tenutasi mercoledì al Palazzo del Bardo per discutere tre
progetti di legge chiave, ha affermato che sono in corso
negoziati anche con l’Indonesia per facilitare l’accesso
dell’olio d’oliva tunisino ai mercati indonesiani, oltre a
promuoverlo in India, Giappone e Corea del Sud, intensificando
al contempo gli sforzi per esplorare nuovi mercati. Il dossier
europeo si inserisce in un contesto regolatorio in cui l’accesso
a dazio zero è storicamente vincolato a un sistema di quote:
un’analisi dell’Osservatorio tunisino sull’economia ricorda che
il meccanismo di contingentamento per l’esenzione da dazi verso
l’Ue è fissato dal regolamento della Commissione europea
2016/1918, con un tetto annuo di 57.600 tonnellate e quote
mensili variabili. Dopo gli attacchi del 2015, Bruxelles approvò
inoltre misure temporanee aggiuntive per sostenere l’economia
tunisina nel biennio 2016-2017. Sul fronte latinoamericano,
Tunisi guarda al Brasile come mercato ad alto potenziale: nel
marzo 2025 il governo brasiliano ha approvato un’esenzione
totale dai dazi all’importazione dell’olio extra vergine, in
precedenza tassato al 9%, misura entrata in vigore il 14 marzo
2025 e presentata come un’opportunità per consolidare la
presenza tunisina su un mercato in crescita. Secondo le stesse
fonti, nel 2024 il Brasile avrebbe importato circa 250.000
tonnellate di olio d’oliva per un valore vicino a 695 milioni di
dollari. I dati più recenti disponibili sul ciclo oleicolo
indicano una dinamica favorevole sui volumi ma più debole sul
valore. Secondo Onagri, nei primi undici mesi della campagna
2024-2025 (novembre 2024-settembre 2025) le esportazioni
tunisine di olio d’oliva hanno raggiunto 288.600 tonnellate, in
aumento del 41,3% su base annua; a fine settembre 2025 i ricavi
risultavano però in calo del 28,4%, in un contesto di forte
riduzione del prezzo medio. L’Ue resta il primo mercato di
destinazione con il 58,0% delle esportazioni, seguita dal Nord
America (26,3%); tra i principali importatori figurano Spagna e
Italia, oltre agli Stati Uniti. Resta inoltre strutturale il
tema della valorizzazione: la quota prevalente del prodotto
continua a uscire in vrac (sfuso), con un’incidenza nettamente
maggioritaria rispetto al confezionato, fattore che limita la
cattura di valore lungo la filiera e facilita operazioni di
re-branding sui mercati di arrivo. In prospettiva, la spinta
negoziale arriva mentre la Tunisia punta a capitalizzare una
stagione 2025-2026 attesa molto forte, con ricadute positive su
entrate in valuta e bilancia dei pagamenti, ma con la necessità
di ridurre la vulnerabilità alle oscillazioni dei prezzi e di
aumentare la quota di export a maggiore valore aggiunto. (ANSA)

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