Ambiente

Ecco i fattori che inibiscono la concentrazione sul lavoro


Quando parliamo di “stato di flusso” in aula, nei webinar o durante degli eventi, molti tirano in ballo lo sport ad alto livello, in particolare la famosa “trance agonistica”: quella sensazione in cui sei un tutt’uno con la performance o la partita, e tutto il resto scompare. Di conseguenza, si pensa che il flow sia qualcosa di estremo, inaccessibile o comunque estremamente raro per un “normale” manager o professionista. In realtà, esistono sia flow estremi in modalità trance agonistica, che flow più quotidiani sul lavoro, ed entrambi hanno un impatto forte, e quasi sempre benefico su chi lo prova.

Il flow si innesca facilmente quando siamo riusciti a impegnarci al massimo in un’attività, ma anche quando stiamo imparando qualcosa di nuovo e sfidante. E ancora, quando lavoriamo su qualcosa che conosciamo, ma in un contesto diverso dal nostro abituale. Ad esempio, tenere un corso di leadership davanti a una platea britannica madrelingua in una città mai visitata prima.

Al contrario, il flusso viene inibito quando saltiamo da un’attività all’altra dedicandoci troppo poco tempo, ma anche quando non abbiamo trovato il tempo per prepararci a dare il meglio, o facciamo qualcosa pensando ad altro.

Questi sono fattori principalmente esterni, esogeni. Ma ne esistono ulteriori. Le nostre attitudini, atteggiamenti e comportamenti incidono, che possono incidere moltissimo. A riguardo, una prospettiva che abbiamo scoperto molto utile è osservarli attraverso le spinte di Berne.

Le 5 spinte di Berne

Eric Berne, psicologo canadese e autore della famosa teoria dell’Analisi Transazionale, ha teorizzato cinque spinte o driver: Sii perfetto, Compiaci, Sii forte, Sbrigati e Sforzati. Nascono come ingiunzioni che riceviamo quando siamo piccoli e diventano, quando siamo adulti, dei veri e propri piloti semi-automatici, una sorta di script comportamentali. Non esistono driver buoni o cattivi, né una gerarchia tra di essi: tutte queste spinte possono essere funzionali o disfunzionali, a seconda della consapevolezza e dell’intensità con cui vengono attuate.


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