Capitale del libro 2027, Basilicata, Campania e Puglia protagoniste
Capitale italiana del libro 2027, 31 città in corsa per il 2027. Basilicata, Campania e Puglia protagoniste con Chiaromonte, Agropoli, Nardò e altre candidature. Nessuna candidatura dalla Calabria
Sono 31 le candidature presentate al Ministero della Cultura per il titolo di Capitale italiana del libro 2027, un numero che conferma la crescente attenzione dei territori verso la promozione della lettura come leva di sviluppo culturale e sociale. Tra queste, spiccano anche diverse realtà del Mezzogiorno, con Basilicata e Campania in prima linea.
CAPITALE DEL LIBRO, 31 CANDIDATURE
Il termine per la presentazione dei dossier è scaduto il 18 aprile 2026. I Comuni partecipanti hanno inviato progetti articolati al Dipartimento per le attività culturali, delineando strategie che mettono il libro al centro di processi di inclusione, innovazione e crescita delle comunità.
LA BASILICATA IN CAMPO, CHIAROMONTE E PALAZZO SAN GERVASIO GUIDANO LA SFIDA
La Basilicata si presenta con due candidature significative, entrambe espressione di una visione culturale diffusa e partecipata.
Chiaromonte (Potenza) propone il progetto “Le trame di Calliope”, un’iniziativa che intreccia letteratura, territorio e identità locale, puntando sulla narrazione come strumento di valorizzazione delle aree interne.
Ancora più ampia la proposta di Palazzo San Gervasio, capofila di una candidatura aggregata che coinvolge ben 17 Comuni lucani, tra cui Potenza, Melfi e Venosa. Il titolo del progetto, “Terre Libere. Antologia di un popolo che (r)esiste con la lettura”, racconta già l’ambizione di costruire una rete culturale capace di rafforzare coesione sociale e senso di appartenenza.
CAPITALE DEL LIBRO, LA CAMPANIA PROTAGONISTA CON AGROPOLI E POMIGLIANO D’ARCO
Anche la Campania partecipa con proposte che valorizzano il legame tra cultura e territorio.
Agropoli (Salerno) si candida con “Letture dal mare, letture da amare”, un progetto che punta sull’identità costiera e sul rapporto tra paesaggio e narrazione.
Pomigliano d’Arco (Napoli), invece, presenta “Città Officina del Leggere”, una visione che trasforma la città in un laboratorio permanente dedicato alla promozione della lettura, con un forte coinvolgimento delle comunità locali.
A queste si aggiunge Sant’Andrea di Conza (Avellino) con “Dove vivono le storie. Leggere i luoghi, abitare le parole”, ulteriore testimonianza della vivacità culturale della regione.
PUGLIA, NUOVE NARRAZIONI E IDENTITÀ DI CONFINE
Importante anche la presenza della Puglia, con tre candidature che raccontano un territorio dinamico e aperto alla sperimentazione culturale.
Nardò (LE) partecipa con “ANEMOS – Nardò, dove il libro si spagina al vento”, un progetto che unisce paesaggio, cultura e libertà espressiva.
Corsano (LE), in aggregazione con altri Comuni del Capo di Leuca, propone “CAPOVERSO. Nuove Narrazioni da Fineterra”, puntando su una rete territoriale che valorizza le periferie geografiche e culturali.
Manfredonia (FG) presenta “Manfredonia. Storie e racconti tra le pagine del mare”, un’iniziativa che intreccia memoria, mare e identità locale.
CAPITALE DEL LIBRO, IL PERCORSO
La selezione sarà affidata a una giuria composta da cinque esperti indipendenti nei settori della cultura e dell’editoria. Entro il 30 giugno 2026 saranno individuati fino a 10 finalisti, chiamati a presentare pubblicamente i propri progetti.
La decisione finale arriverà entro il 31 luglio 2026, quando la giuria proporrà al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la città designata.
Alla vincitrice sarà assegnato un contributo fino a 500 mila euro per la realizzazione delle attività previste nel dossier.
UN TITOLO CHE PREMIA I TERRITORI DELLA LETTURA
Il riconoscimento di Capitale italiana del libro, istituito per valorizzare le politiche di promozione della lettura, ha premiato negli anni Chiari (2020), Vibo Valentia (2021), Ivrea (2022), Genova (2023), Taurianova (2024), Subiaco (2025). Per il 2026 il titolo è stato assegnato a Pistoia.
L’edizione 2027 si preannuncia particolarmente significativa anche per il forte protagonismo delle aree interne e del Sud, dove la cultura del libro si conferma strumento concreto di rigenerazione territoriale e partecipazione civile.
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