Venezia ricorda l’agente Antonino Copia, caduto a 27 anni
Martedì mattina la Polizia di Stato di Venezia ha commemorato con una cerimonia solenne il diciassettesimo anniversario della scomparsa dell’agente Antonino Copia, caduto in servizio a soli 27 anni. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, tra cui il Vicario del Questore Carlo Ferretti e il Prefetto di Venezia Darco Pellos, che hanno reso omaggio alla memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per garantire la sicurezza della comunità.
Antonino Copia, autista di Volante, è ricordato come un agente esemplare, caratterizzato da coraggio e determinazione. La sua tragica morte avvenne il 28 aprile 2009, mentre era impegnato in un’operazione di soccorso pubblico. Insieme al Capo Pattuglia, Copia si era recato in supporto di un altro equipaggio impegnato nel controllo di individui armati in fuga. Durante l’intervento, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, la Volante uscì di strada, impattando violentemente contro un albero.
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Il tragico incidente causò all’agente Copia gravissime lesioni, che ne provocarono il decesso. Il ricordo del suo sacrificio è stato onorato con l’intitolazione della sala conferenze presso la Questura di Venezia, un gesto simbolico che sottolinea l’importanza del suo operato e il valore della determinazione nella lotta quotidiana per la sicurezza.
La cerimonia commemorativa si è svolta presso il cippo dedicato ad Antonino Copia, situato in viale San Marco, nei pressi del Ponte Europa dove avvenne l’incidente. Qui, è stato deposto un omaggio floreale, seguito dalla benedizione del cappellano della Polizia di Stato, Padre Piero Rizza. Un momento di riflessione collettiva che ha unito i presenti in un legame di solidarietà e rispetto per l’agente scomparso.
Alla cerimonia ha preso parte anche il padre di Antonino, Serafino Copia, giunto appositamente da Catania. La sua presenza ha aggiunto un tocco personale all’evento, testimoniando l’amore di un genitore per un figlio che ha dato la vita per il proprio dovere. Molti colleghi dell’agente, tra cui il figlio dell’allora Capo Pattuglia e amico di Antonino, hanno condiviso il dolore della perdita, rendendo omaggio alla dedizione e al coraggio di un uomo che ha lasciato un segno indelebile.
Il Vicario del Questore, Carlo Ferretti, ha dedicato parole affettuose al padre di Antonino, sottolineando come il sacrificio dell’agente continui a rappresentare una guida per le nuove generazioni di poliziotti. I valori di impegno e dedizione che Antonino incarnava rimangono oggi fondamentali per il lavoro quotidiano degli operatori della sicurezza.
Tra le parole toccanti pronunciate dal padre, Serafino ha voluto esprimere la propria gratitudine per l’affetto dimostrato dai presenti e ha utilizzato un’espressione tipica catanese, “Lassari u ciauru”, che invita a lasciare un profumo, un ricordo duraturo. Questa frase riassume perfettamente l’eredità di Antonino Copia, un uomo che ha considerato Venezia la sua casa e che continua a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto e apprezzato.
La cerimonia di oggi ha rappresentato non solo un momento di ricordo, ma anche un’importante occasione per riflettere sull’impatto del sacrificio di Antonino Copia sulla comunità e sulla Polizia di Stato. A diciassette anni di distanza, il suo esempio continua a ispirare e a infondere forza nei colleghi, mantenendo vivo il suo spirito di servizio e dedizione per la sicurezza dei cittadini.
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