Tucker Zimmerman – Dream Me A Dream: Il testamento incompiuto del cantautore di San Francisco :: Le Recensioni di OndaRock
Oggetto d’ammirazione per David Bowie, venerato da Adrianne Lenker e finalmente di nuovo in pista grazie al supporto dei Big Thief, Tucker Zimmerman ha avuto giusto il tempo di registrare due album prima che il destino lo strappasse alla sua rinnovata carriera. Un incendio ha devastato la casa del cantautore e della moglie Marie-Claire, proprio quando i due avevano ripreso a scrivere e registrare nel giardino di casa nuove poesie e nuove canzoni. Una tragedia che risulta ancor più amara alla luce della recente pubblicazione delle undici tracce incluse in “Dream Me A Dream”.
Il successo di “Dance Of Love” (2024) aveva risvegliato l’interesse per Zimmerman, permettendo anche alle nuove generazioni di apprezzarne il talento. Nel frattempo, sono state pubblicate sia le vecchie registrazioni dei primi anni 70 (“I Wonder If I’ll Ever Come True”), sia la raccolta di canzoni incise con Dave Evans (“Music By River Words By Ear”).
Riassaporare le tremule e ammalianti ballate folk del cantautore di San Francisco è stata pura magia, ed è altrettanto suggestivo poter ascoltare questo involontario testamento artistico. Si tratta di un disco che, oltre a un brano inciso poco prima della morte dell’autore, “Wolf Run”, include altre registrazioni del 2025: due poesie recuperate dagli archivi (“Rooftops Of San Francisco” e “Rose Of Sharon”), una canzone più recente rimasta nel cassetto (“Sun In Scorpio”) e una cover di un brano di Adrianne Lenker (“Stay (I Want You To Stay)”).
La chiave di lettura di “Dream Me A Dream” non è però quella di un vecchio artista alle prese con gli ultimi scampoli di notorietà, quel che prevale è uno spirito giovanile e ardimentoso. La sensazione è che Zimmerman avesse intenzione di cogliere l’opportunità offerta dal suo ritorno discografico per sperimentare quell’interazione con l’elettronica già accennata in passato, ma con tutta la consapevolezza della maturità raggiunta.
Più che un vero album, il disco si presenta come una raccolta di frammenti poetici e potenziali slanci sonori che resta in bilico, senza però perdere un briciolo di fascino o di intensità. Le atmosfere vellutatamente space-rock a base di moog e sintetizzatori di “Sun In Scorpio” ed il pulsare ritmico delle tastiere di “Rose Of Sharon”, sono esemplari di un insolito approccio strumentale. Anche quando il tono diventa puramente poetico e recitativo, le melodie carezzevoli e le eteree soluzioni elettroniche si fondono magicamente, come in “Riding Around In My Dreams” recitata da Marie-Claire.
È nella sempre colta natura country-folk delle composizioni che si racchiude la vera potenza lirica di Zimmerman. Brani come “Cross Walk” e “Wolf Run” non temono l’usura del tempo e rendono ancor più triste la drammatica scomparsa dei due coniugi.
“Dream Me A Dream” è un disco facile da amare, le canzoni sono come sogni appena accennati, bozzetti di vita quotidiana incorniciati da poche note di chitarra ed elettronica in delicato sottofondo, mentre il violino e il banjo fanno a volte capolino (la title track).
Accorate ballate folk (“Lovers Of Beggars St.”) e inconsueti numeri pop-folk, che potrebbero benissimo far parte di un disco dei Magnetic Fields (“Rooftops Of San Francisco”), si susseguono a suggestivi brani strumentali (“Orion Comes Down To Walk The Land”) . Il tutto scorre con disarmante schiettezza e un flebile smarrimento che tengono insieme un’opera che lascia in sospeso molte domande, ma offre anche interessanti risposte. Un disco forse non fondamentale, ma assolutamente necessario.
03/07/2026
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