Società

Islamizzazione nelle scuole”, il caso che infiamma il dibattito politico. Sasso attacca il Ministero. La replica della Lega: “Polemica sterile

La polemica sull’ingerenza religiosa islamica nelle scuole italiane torna a infiammare il dibattito politico. A scatenare la nuova bufera è il deputato di Futuro Nazionale, Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione, che ha depositato una risoluzione parlamentare per fare chiarezza su quella che definisce “un’islamizzazione strisciante delle aule scolastiche”.

Il Ministero risponde: “Solo 7 casi su 7.000”

Il braccio di ferro tra Sasso e il Ministero dell’Istruzione e del Merito è esploso dopo le dichiarazioni ufficiali del MIM, secondo cui sarebbero stati solo 7 gli episodi segnalati su oltre 7.000 scuole italiane, peraltro concordati con gli uffici scolastici regionali e le famiglie interessate. Il Ministero ha parlato di visite di imam “ben gradite” dalle famiglie, minimizzando la portata del fenomeno.

Una risposta che Sasso definisce “frettolosa e superficialmente liquidatoria”, sottolineando come la sua risoluzione giacesse da un anno nei cassetti di viale Trastevere. “Evidentemente, nella fretta delle ultime 24 ore di dovermi dare una risposta, hanno omesso di fare un accertamento approfondito”, attacca il deputato.

I casi eclatanti che infiammano il dibattito

Sasso cita episodi ben noti all’opinione pubblica che avrebbero dovuto far scattare un allarme ben più serio:

  • La scuola chiusa per il Ramadan a Pioltello, che scatenò un’aspra polemica nazionale sull’adattamento del calendario scolastico alle festività islamiche
  • Gli spazi di preghiera islamica adibiti all’interno di un istituto fiorentino appena due mesi fa
  • La circolare di una dirigente scolastica a Genova, giudicata da molti come filo-islamica
  • La foto di bambini delle elementari inginocchiati in moschea, che fece il giro dei social suscitando indignazione

“Basti pensare che mancano diversi episodi eclatanti che hanno acceso un forte dibattito pubblico”, rimarca il deputato di Futuro Nazionale, promettendo che continuerà a segnalare nuovi casi.

Il vero nodo politico: centrodestra diviso?

Il parlamentare, tuttavia, non si limita a denunciare il Ministero. La sua provocazione più tagliente è rivolta direttamente alla maggioranza di centrodestra: “Il Ministro Valditara e la Sottosegretaria Frassinetti, cioè Lega e Fratelli d’Italia, approveranno la mia risoluzione, SÌ o NO?”

Sasso ricorda che la sua iniziativa era stata pubblicizzata proprio da esponenti del Carroccio, come il vicesegretario federale Silvia Sardone, e che numerosi parlamentari di centrodestra non perdono occasione per parlare di islamizzazione del Paese.

“Se il centrodestra pavido, moderato, scopiazzatore e fluido adesso tollera anche l’islamizzazione delle scuole, allora proseguiremo nella nostra battaglia da soli”, tuona il deputato, che non usa mezzi termini nel definire la posizione dei colleghi di coalizione.

Le richieste di Futuro Nazionale

La risoluzione depositata da Sasso chiede azioni concrete per impedire, secondo la sua visione, “tentativi di islamizzazione del sistema scolastico italiano”. Il deputato sottolinea la netta differenza tra la sua posizione e quella che definisce “un centrodestra troppo moderato”: “Futuro Nazionale non si adegua, non chiede permesso, non ha paura di lottare per la difesa della nostra identità”.

La replica della Lega: “Polemica sterile per avere visibilità”

A rispondere per prima è Giovanna Miele, deputata della Lega e capogruppo in commissione Cultura. La sua replica è durissima nei confronti dell’ex compagno di partito: “Le opposizioni, perché quando parliamo di Futuro Nazionale di questo si tratta, agitano opposti allarmismi del tutto ingiustificati”.

La parlamentare leghista difende a spada tratta il lavoro del Ministero guidato da Giuseppe Valditara: “Il Ministero dell’Istruzione in maniera responsabile ha accertato i fatti com’è giusto che sia di fronte a una sollecitazione che le verifiche hanno poi ridimensionato”.

Miele non usa giri di parole nel bacchettare Sasso: “Dispiace che chi fino a poco tempo fa aveva condotto all’interno della Lega una battaglia giusta e al fianco del ministro Valditara, oggi per avere un minuto di visibilità crei polemiche politiche sterili”.

La deputata del Carroccio rivendica l’operato del centrodestra: “Vogliamo tutelare una comunità che ha bisogno di risposte basate su fatti concreti, come quelli che stiamo realizzando, non di montature o attacchi ideologici”.

La voce di Forza Italia: “Dibattito surreale, gli estremismi si incontrano”

Sul fronte opposto della maggioranza arriva l’intervento di Amir Atrous, responsabile del dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano. La sua analisi aggiunge un tassello fondamentale al quadro politico.

“Noto con un certo stupore che sul tema delle uscite didattiche in moschea gli opposti estremismi si incontrano”, afferma Atrous, che mette sullo stesso piano le accuse di Sasso e le critiche arrivate dal centrosinistra.

Il riferimento è alla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, che aveva parlato di “schedatura” a proposito della ricognizione del Ministero. “Da un lato l’onorevole Piccolotti definisce ‘schedatura’ una normale ricognizione effettuata dal ministro Valditara per comprendere i dati reali del fenomeno”, spiega Atrous. “Dall’altro l’onorevole Sasso sostiene addirittura che il Ministero ne stia minimizzando la portata”.

Il deputato azzurro punta il dito contro la strumentalizzazione politica: “Come evidenziato dal Ministero, stiamo parlando di sette casi su settemila: il fatto che una statistica simile possa diventare un caso politico nazionale dimostra il livello di strumentalizzazione raggiunto”.

La scuola reale secondo Atrous: inclusione, non paura

Atrous invita Sasso a confrontarsi con la realtà quotidiana degli istituti italiani: “All’onorevole Sasso suggerirei, prima di lanciare accuse, di confrontarsi con la realtà quotidiana delle scuole italiane. Esistono istituti in cui gli studenti di religione musulmana rappresentano una quota molto significativa, talvolta anche il 50% degli iscritti: ignorare questi dati sarebbe irresponsabile”.

Secondo il deputato di Forza Italia, visitare una moschea ha lo stesso valore educativo di visitare una chiesa: “Visitare una moschea, così come una chiesa cattolica o ortodossa, significa offrire agli studenti un’occasione di conoscenza e di rispetto reciproco, non fare indottrinamento”.

Atrous sottolinea il lavoro quotidiano degli insegnanti: “Molti affrontano il tema delle diverse confessioni religiose anche al di fuori dell’ora di religione, per fornire agli studenti gli strumenti necessari a comprendere il mondo in cui vivono. Questa è la scuola reale: fatta di inclusione, responsabilità e crescita. Il resto sono polemiche ideologiche che non aiutano né gli studenti né le famiglie”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »