Tribunali di Spoleto e Terni, parere favorevole del Consiglio regionale alla proposta di salvaguardia

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha espresso parere favorevole alla proposta di risoluzione presentata dalla prima commissione sulla “Tutela della geografia giudiziaria umbra e salvaguardia dei
Tribunali di Terni e Spoleto”.
La proposta impegna la giunta a “rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, con una posizione unitaria e coerente, la necessità di salvaguardare l’attuale assetto della geografia
giudiziaria umbra, tutelando la permanenza e il pieno funzionamento dei Tribunali di Terni e Spoleto, nonché della Corte d’Appello di Perugia, e promuovendo, ove necessario, il potenziamento delle
relative piante organiche, al fine di garantire prossimità, efficienza e continuità dei servizi giudiziari sull’intero territorio regionale”.
Filipponi: “Garantire un sistema di giustizia vicino, efficiente e adeguato alle esigenze delle comunità umbre”
Il relatore di maggioranza ha specificato che “La Prima commissione ha scelto una posizione chiara e condivisa, approvata all’unanimità, che va nella direzione della difesa dei diritti dei cittadini e dell’equilibrio istituzionale del territorio. Non si tratta solo di mantenere strutture esistenti, ma di garantire un sistema di giustizia vicino, efficiente e adeguato alle esigenze delle comunità umbre”.
Come specificato da Filipponi l’atto richiama la proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati in materia di riorganizzazione degli uffici giudiziari, in particolare, ipotizza la chiusura dei tribunali con organici inferiori a determinate soglie, tra cui rientrerebbe anche il Tribunale di Spoleto, che esercita la propria competenza su un bacino di 220mila abitanti e svolge funzioni di rilievo, tra cui l’attività dell’Ufficio di sorveglianza su istituti penitenziari di particolare complessità.
Filipponi ha evidenziato l’importanza dell’approvazione dell’atto, soprattutto tenendo conto delle “
Proposte di revisione avanzate in ambito nazionale, anche sulla base di criteri meramente numerici, che potrebbero determinare la soppressione o il ridimensionamento di uffici giudiziari strategici per l’Umbria”. Come specificato anche nell’atto, già nel 2012 la riforma ha ridotto la presenza degli uffici giudiziari nella regione, lasciando attivi soltanto pochi tribunali. Ulteriori interventi rischierebbero, quindi, di compromettere definitivamente l’equilibrio del sistema.
Come specificato da Filippini resta fondamentale: “La tutela del principio di prossimità: la giustizia deve essere accessibile. La distanza fisica dagli uffici giudiziari comporta maggiori costi, tempi più lunghi e difficoltà concrete per cittadini e operatori” oltre che le “Specificità del territorio umbro: la geografia giudiziaria non può essere valutata solo con parametri numerici, ma deve tener conto delle caratteristiche territoriali, infrastrutturali e sociali”.
Tesei: “Pensare ad altre riduzioni significherebbe svuotare di contenuti l’amministrazione della giustizia in questa Regione”
La relatrice di minoranza ha sottolineato che: “La riforma del 2012 ci ha visti protagonisti di una battaglia per salvare il tribunale di Spoleto, che è propedeutico all’autonomia della Corte di appello di
Perugia. Quindi il discorso riguarda tutta l’Umbria. A quella mozione si era aggiunta la mozione del consigliere Lisci proprio sul tribunale di Spoleto”.
Per Tesei non si può: “Dimenticare che la proposta viene dall’Associazione nazionale dei magistrati e non ha coinvolto per nulla il governo nazionale. Nel 2012 c’era una proposta di legge del
governo. La proposta dell’Anm va respinta con forza. Anche perché nel governo non c’è alcuna intenzione di andare in questa direzione”. Sulle riduzioni del sistema giudiziario, Tesei afferma che: “Il governo ci ha offerto ampie rassicurazioni che non intende toccare le circoscrizioni, e in particolare quella dell’Umbria. Il passo successivo è assecondare le richieste dei tribunali sulla carenza di personale”.
Gli interventi in aula
Sulla questione è intervenuta anche Laura Pernazza (FI): “Abbiamo lavorato unitariamente e convintamente ad un atto che ha posto rimedio ad una mozione che era parziale e si esprimeva solo sul tribunale di Terni. Abbiamo dato un’ulteriore apertura inserendo una mozione che era stata protocollata ma non calendarizzata. Quando ci saranno casi analoghi mi auguro che troveremo la stessa apertura. La mozione era parziale perché si era dimenticata di Spoleto. Non si citava la posizione del governo con le prese di posizione del sottosegretario Prisco e dell’onorevole Nevi. Vorrei sottolineare la differenza tra l’apertura della minoranza nel lavorare ad un testo condiviso e chi invece porta avanti posizioni unilaterali e punta a prendersi il protagonismo su cose che non c’erano”.
La risposta di Francesco Filipponi (Pd): “La mozione in approfondimento in commissione era solo quella Filipponi-Proietti. La mozione Lisci non era in commissione. Abbiamo solo aggiunto un punto nelle premesse della proposta di risoluzione richiamando la mozione di Lisci, che era stata già depositata prima del Consiglio regionale del 22 aprile, quando abbiamo deciso di rinviare la nostra mozione in commissione. In commissione il lavoro congiunto ci ha portato a citare sia la mozione di Lisci che il lavoro fatto dalla consigliera Tesei. Sono riportate tutte le posizioni”.
Stefano Lisci (Pd): “Il motivo per cui non abbiamo presentato la mozione insieme è che volevo dare merito al grande lavoro svolto nel 2012 dall’avvocato Domenico Benedetti Valentini per salvare il
tribunale di Spoleto. L’intenzione era collaborare insieme per portare in Aula una mozione unitaria. Non ho posto alcun problema ad accorparle. A me interessa solo che le cose vadano bene e che venga
dato il giusto riconoscimento a chi fece un ottimo lavoro per salvare il tribunale di Spoleto”.
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