Conti della sanità, mini utile grazie alle maxi “iniezioni” della Regione. Scontro in aula

di Daniele Bovi
È soltanto grazie alle maxi “iniezioni” della Regione che i conti del sistema sanitario umbro hanno chiuso il 2025 con un piccolo utile. I numeri delle due Usl e delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni sono state giovedì al centro dell’ennesima battaglia politica sulla sanità tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale. Numeri che dicono sostanzialmente una cosa: come in tante altre regioni, la gestione ordinaria E la struttura dei costi rimangono in “rosso”, al netto di tutti gli sforzi e le azioni messe in campo.
In aula A certificare il risultato finale è stata la presidente della Regione Stefania Proietti, rispondendo in aula a Eleonora Pace (FdI) e all’ex presidente Donatella Tesei. Proietti ha parlato di «disavanzo fermato» e di servizi aumentati, ricordando che nel 2024 le quattro aziende sanitarie umbre avevano chiuso con un passivo complessivo di 34 milioni di euro, mentre il 2025 si è chiuso con un utile di poco inferiore ai 100 mila euro.
I dati I numeri forniti dalla presidente distinguono però tra i dati del quarto trimestre e il risultato finale di consuntivo. Alla fine del 2025, prima delle operazioni di riequilibrio, i conti delle aziende registravano infatti meno 68 milioni per la Usl Umbria 1, meno 105 milioni per la Usl Umbria 2, meno 47 milioni per l’azienda ospedaliera di Perugia e meno 12 milioni per quella di Terni, per un “rosso” complessivo di circa 233 milioni di euro. A consuntivo, invece, tenendo conto anche delle risorse aggiuntive arrivate a fine dicembre col riparto del Fondo sanitario, tutte le aziende chiudono formalmente in utile: 19.992 euro la Usl 1, 41.303 euro la Usl 2, 24.987 euro l’ospedale di Perugia e 13.082 euro quello di Terni.
Il riequilibrio Risultati possibili grazie al massiccio intervento di Palazzo Donini. Otto giorni prima del 30 aprile, data entro la quale vanno approvati i bilanci d’esercizio dell’anno prima, la giunta con una delibera ha assegnato nuove risorse del Fondo sanitario regionale per consentire alle aziende di chiudere i bilanci in equilibrio. La delibera ha messo infatti sul tavolo oltre 103 milioni di euro destinati specificamente alla copertura dei preconsuntivi e al mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario delle aziende sanitarie umbre. La quota più consistente è andata alla Usl Umbria 2, che ha ricevuto circa 62,4 milioni di euro. Alla Usl Umbria 1 sono stati assegnati quasi 5,9 milioni, all’azienda ospedaliera di Perugia circa 29 milioni e a quella di Terni oltre 6,3 milioni. Senza queste risorse aggiuntive, i conti delle aziende sarebbero rimasti in forte disavanzo.
Payback e non solo Dagli atti emerge poi come il risultato finale sia stato costruito anche attraverso altri interventi straordinari: il recupero dell’ormai noto payback sui dispositivi medici, che ha portato nelle casse regionali oltre 19 milioni di euro, quello sul farmaceutico per più di 32 milioni e ulteriori somme derivanti dal ripiano degli sforamenti di spesa. Risorse che si sono aggiunte al finanziamento ordinario del servizio sanitario. A questo si aggiunge un saldo negativo della mobilità sanitaria interregionale di circa 55 milioni di euro, cioè la differenza tra quanto la Regione paga per i cittadini umbri curati fuori regione e quanto incassa per i pazienti provenienti da altre aree del Paese.
Produzione La Regione rivendica comunque il miglioramento della gestione e l’aumento delle prestazioni erogate. Secondo i dati illustrati in aula, il valore della produzione del sistema sanitario umbro è passato da 2 miliardi e 556 milioni del 2024 a 2 miliardi e 630 milioni nel 2025, con un incremento di 74 milioni. Proietti ha inoltre ricordato che il Tavolo ministeriale di verifica tra Mef e ministero della Salute ha certificato l’equilibrio economico del sistema sanitario regionale, evitando procedure sanzionatorie.
Letture opposte Sui numeri la lettura è diametralmente opposta. Presidente e maggioranza sostengono che dopo «le macerie» lasciate dalla destra oggi la giunta «presenta conti in equilibrio, servizi aumentati e un risultato in netto miglioramento per tutte e quattro le aziende sanitarie». «Il merito – sostengono i capigruppo – è di un lavoro concreto e rigoroso portato avanti dalla giunta: governance della spesa, controllo mensile dei conti, centralizzazione degli acquisti, riorganizzazione delle reti sanitarie, rafforzamento della programmazione e maggiore efficienza amministrativa. Scelte che hanno consentito non solo di rimettere in ordine i conti, ma anche di aumentare le prestazioni e i servizi socio-sanitari per i cittadini umbri».
L’opposizione In aula Pace ha contestato questa lettura sostenendo che «dopo un anno e mezzo di vostra amministrazione le nostre quattro aziende continuano a essere costantemente in perdita». La consigliera di Fratelli d’Italia ha inoltre accusato la giunta di avere costruito una narrazione politica sul “buco” della sanità, sostenendo che il dato da oltre 200 milioni rappresenti il disavanzo delle aziende e non un deficit del bilancio regionale. «Se lei presidente – ha attaccato – mi certifica che in 3 mesi ha recuperato -75 milioni dell’Asl 2, -61 dell’Asl 1, -38 dell’azienda ospedaliera di Perugia e -13 dell’azienda ospedaliera di Terni, io le faccio i complimenti».
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