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>>>ANSA/ L’Ue rinvia l’ok all’intesa sui dazi. Trump, ‘tempo fino al 4 luglio’ – Altre news

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(Di Michele Esposito)
Sei ore di intenso negoziato,
iniziato nella serata di mercoledì e terminato a notte fonda,
non sono bastate ad arrivare alla fumata bianca sull’intesa sui
dazi con gli Usa. Il trilogo, il tavolo che riunisce Consiglio,
Commissione ed Eurocamera, si è concluso con “progressi
sostanziali” ma senza il via libera all’accordo di Turnberry.

   
“L’ok ci sarà il 19 maggio”, hanno promesso le parti, guardando
soprattutto Oltreoceano e alla possibile reazione di Donald
Trump. Poche ore dopo, la risposta del presidente americano.

   
Questa volta non è stata una minaccia, ma un ultimatum, anche se
dalle coordinate temporali ragionevoli. “Se entro il il 250esimo
compleanno degli Usa”, il 4 luglio. l’Europa non rispetterà
l’accordo “le tariffe schizzeranno immediatamente a livelli ben
più elevati” rispetto al 15% previsto.

   
Trump lo ha detto direttamente alla presidente della
Commissione Ursula von der Leyen, con cui ha avuto una
conversazione telefonica. Chi temeva che il tycoon
concretizzasse subito la minaccia del 25% ad auto e camion
europei ha tirato un sospiro di sollievo. “Attendo pazientemente
che l’Ue onori la propria parte dello storico accordo
commerciale che abbiamo siglato a Turnberry, in Scozia: il più
grande accordo commerciale di sempre”, ha sottolineato Trump,
che ha parlato con von der Leyen anche dei principali temi
dell’attualità internazionale, a cominciare dalla crisi con
l’Iran. Qualche ora prima era stato il commissario
Ue Maros Sefcovic, a provare a rassicurare gli Usa nonostante
la fumata nera del trilogo notturno. “Stiamo compiendo progressi
significativi e abbiamo già ottenuto molto – anche se,
ovviamente, nulla è concordato finché non è tutto concordato.

   
L’obiettivo – aveva rimarcato – rimane triplice. In primo luogo,
dimostrare che l’Ue mantiene le promesse e onora i propri
impegni. In secondo luogo, garantire un risultato che rispetti
pienamente la dichiarazione congiunta Ue-Usa. In terzo luogo,
tutelare gli interessi delle parti interessate dell’Ue, anche
dotando la Commissione degli strumenti necessari per garantire
che la dichiarazione congiunta Ue-Usa sia fedelmente attuata da
entrambe le parti”.

   
Il pressing della Commissione per un via libera il 19
maggio sarà costante nei prossimi giorni. Ma, allo stesso tempo,
Palazzo Berlaymont potrebbe fornire una parziale sponda alla
richieste dell’Eurocamera, ovvero al mantenimento nello schema
dell’intesa delle cosiddette clausole “sunrise” e “sunset”
inerite nel passaggio legislativo al Pe proprio come
salvaguardia rispetto al mancato rispetto degli impegni da parte
degli Usa. E’ difficile che entrambe le clausole – che non
piacciono al Ppe e non entusiasmano la Commissione –
sopravvivano ai negoziati. Ma una mediazione che tuteli comunque
un sistema di garanzie di fronte all’imprevedibilità di Trump
potrebbe essere a portata di mano. “Al momento c’è un
compromesso sugli elementi più importanti ma abbiamo ancora
bisogno di un’implementazione” su alcuni temi “e sono sicuro che
nel prossimo incontro, o il 12 o il 19 maggio, si troverà un
accordo, sono positivo al riguardo”, ha sottolineato il
presidente della commissione Commercio del Pe, Bernd Lange.

   
La telefonata Trump-von der Leyen certamente chisrisce il
quadro commerciale da qui ai prossimi due mesi. Ma la postura di
Washington non cambia. L’ambasciatore in Ue, Andrew Puzder, non
a caso ha incontrato la vicepresidente del Parlamento europeo ed
eurodeputata dei Patrioti, Mieke Andriese, con un focus proprio
sui dazi. Gli Usa sanno che, all’interno della Plenaria, il
fronte anti-Trump negli ultimi mesi è cresciuto e cercano di
puntellare il sostegno in quei gruppi tradizionalmente più
vicini al movimento Maga.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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