rinviato a giudizio per danneggiamento aggravato

Non sono bastati i verbali delle riunioni, le polemiche sui cali di iscrizioni e i tentativi di mediazione dell’Ufficio scolastico regionale. All’Istituto Comprensivo Perugia 12, a Ponte San Giovanni, il clima di tensione tra un docente e la ex dirigente scolastica è degenerato in un atto vandalico che è finito davanti al giudice del Tribunale penale di Perugia.
Un professore di 49 anni, difeso dall’avvocata Michela Ferretti, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di danneggiamento aggravato. Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Perugia, l’uomo avrebbe rigato la fiancata sinistra della Fiat 500 della preside, parcheggiata all’esterno del plesso scolastico. Il gesto risale al 12 aprile dello scorso anno, ma le indagini hanno permesso di risalire all’autore solo dopo la visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza.
La decisione del rinvio a giudizio è stata presa questa mattina dal giudice Alberto Avenoso, nell’udienza predibattimentale. Il processo inizierà il 16 luglio dinanzi al giudice Antonietta Martino.
La Procura di Perugia contesta all’uomo di avere danneggiato “con rigature, mediante l’uso di un corpo acuminato, la fiancata dell’autovettura Fiat 500”. Contestata anche l’aggravante “di aver commesso il fatto su un bene esposto alla pubblica fede”, in quanto l’auto si trovava “parcheggiata sulla pubblica via Cestellini al numero 3 di Perugia, frazione Ponte San Giovanni, all’altezza dell’ingresso del plesso scolastico”.
Secondo quanto emerso, la dirigente scolastica, assistita dall’avvocato Sara Pievaioli, aveva inizialmente sporto denuncia contro ignoti, accorgendosi dei profondi segni sulla carrozzeria della sua utilitaria al termine di una giornata di lavoro. Le telecamere di sorveglianza, che la stessa preside aveva fatto ripristinare dopo anni di malfunzionamenti proprio per garantire la sicurezza dell’istituto, avevano fornito gli elementi a carico dell’imputato.
Le immagini hanno permesso di identificare il volto e di risalire all’identità del professore, che da tempo si sarebbe trovato in contrasto con la dirigente scolastica.
L’episodio, anche se non direttamente collegato, si sarebbe inserito in un clima di malessere che negli ultimi tempi aveva portato a una raccolta di firme da parte di genitori e associazioni di cittadini, preoccupati per il calo di iscrizioni e i numerosi trasferimenti di docenti verso altri istituti perugini. Firme che avevano portato a giugno del 2025 a un incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Il clima di aspre polemiche non era mai realmente rientrato, nonostante il trasferimento, a seguito di concorso, delle dirigente allo stesso Usr.
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