Tornano i bivacchi, domani sit-in davanti alla Prefettura
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Il paradosso di una città in bilico tra solidarietà e decoro. A Pordenone si riaccende lo scontro sui bivacchi dei richiedenti asilo, pronti a tornare in piazza domani mattina con un sit-in davanti alla Prefettura. Archiviata l’emergenza freddo e sbarrate le porte del dormitorio di Villaregia, decine di migranti sono tornati a dormire tra le panchine del parco Galvani e il retro della chiesa Beato Odorico. Il problema, però, non è soltanto quello dei richiedenti asilo: ci sono anche italiani – però la stragrande minoranza – che di dormire all’aperto hanno fatto una sorta di stile di vita. E che, in alcun modo, vogliono essere aiutati.
La questione non è solo umanitaria, ma strategica. L’amministrazione comunale teme l’effetto “richiamo”: l’ordine tassativo è evitare che passi il messaggio di una città pronta a ospitare tutti. Il motivo è anche d’immagine: con il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027 ormai alle porte, il Comune pretende un decoro impeccabile. L’obiettivo è blindare la città dai rifugi di fortuna, che rischiano di sbiadire la vetrina del grande evento.
Domani, il prefetto Michele Lastella proverà a forzare l’impasse: l’obiettivo è un appello ai sindaci della provincia per una distribuzione diffusa dei migranti, cercando di svuotare i parchi del capoluogo prima che la tensione di queste ultime ore possa degenerare.
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