Sos baywatch, sciolto il nodo: la stagione balneare short (30 maggio
ANCONA I servizi di salvamento dovranno essere garantiti dal 30 maggio al 7 settembre, dalle 10 alle 18. Oltre questo lasso temporale le strutture potranno comunque rimanere aperte, ma esponendo cartellonistica e bandiere per informare i clienti dell’assenza del salvamento. E l’obbligo dei baywatch è connesso alle sole attività di spiaggia, quindi scampato pericolo per feste, cene e grigliate on the beach. In estrema sintesi, è con questo pacchetto di buone notizie che gli operatori balneari sono usciti ieri dall’incontro con il vicepresidente della Regione e assessore al Demanio marittimo Enrico Rossi.

Il confronto
Un vertice a Palazzo Raffaello che, tra chi era in presenza e chi collegato da remoto, ha contato circa 50 tra titolari di stabilimenti e sindaci. Al centro del confronto, le ordinanze gemelle delle Capitanerie di Porto marchigiane (Ancona, Pesaro, Fano, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto) – diramazioni locali di una circolare nazionale – che lo scorso 9 maggio hanno fatto saltare sulla sedia gli operatori. In particolare, il motivo del contendere era il punto 7 dell’articolo 4, che prescriveva l’obbligo del servizio di salvamento per l’intera durata dell’orario di apertura dello stabilimento.
Tradotto: se per una qualsiasi ragione, uno chalet fosse rimasto aperto oltre le 18, anche solo per attività complementari a quella strettamente balneare, sarebbe stata obbligatoria la presenza del baywatch. Rigidità burocratica che dovrà essere ammorbidita con un’integrazione – attesa ad ore – alla circolare nazionale: di fatto, il servizio di salvamento sarà legato alle sole attività di spiaggia, fino alle 18. A farsi garante dell’arrivo tempestivo della modifica – dopo diverse interlocuzioni con l’ammiraglio al comando delle Capitanerie di Porto a livello nazionale – è stato il vicepresidente Rossi, che nel frattempo si era mosso anche con una delibera regionale per allentare le maglie sull’eterno nodo dei baywatch. «A seguito di un’intensa attività di concertazione, sono emerse diverse criticità che incidono in maniera significativa sull’adozione delle misure di sicurezza connesse alla balneazione e che, pertanto, si ritiene opportuno considerare con la dovuta attenzione – si legge nella delibera 545 dell’11 maggio – In particolare, le associazioni operanti nel settore dell’assistenza ai bagnanti hanno evidenziato le difficoltà nel reperire personale qualificato al di fuori dei mesi di luglio e agosto».
Gli studenti bagnini
Criticità riconducibile al fatto che l’attività di assistenza è svolta prevalentemente da studenti, quindi indisponibili nei periodi coincidenti con la conclusione e l’avvio dell’anno scolastico e accademico. Ne conseguiva l’impossibilità di garantire la continuità del servizio di salvataggio, con il rischio di dover disporre la chiusura degli stabilimenti balneari sprovvisti di baywatch. Scelta drastica che si sarebbe tradotta in un calo dei servizi turistici.
Per ovviare al problema, la Regione ha dunque posticipato l’avvio della stagione balneare al 30 maggio e ne ha anticipato la conclusione al 7 settembre. In questo modo, le rigide regole delle Capitanerie verranno applicate solo nei mesi di alta stagione. Inoltre, con la stessa delibera, è stata definita anche la finestra oraria in cui vige l’obbligo del servizio di salvamento: lo svolgimento delle attività di servizio alla balneazione è stabilito dalle ore 10 alle 18. «Siamo riusciti a condividere con la Regione una visione che consente agli operatori di restare aperti anche al termine della stagione balneare», esulta il direttore di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco. Un raggio di sole ha squarciato le nubi che si erano addensate sul litorale. Le spiagge possono tirare un sospiro di sollievo e guardare alla bella stagione con più ottimismo. Nell’attesa della circolare nazionale che apporrà alle buone notizie il sigillo dell’ufficialità.




