sigilli a Lamborghini, Porsche e immobili
Per anni avrebbero costruito un impero economico parallelo, alimentato da furti, rapine, truffe e traffici illeciti. Un sistema radicato tra la periferia est della Capitale e l’area tiburtina, capace di accumulare ricchezze milionarie e trasformarle in immobili, società e auto di lusso.
Ora quel patrimonio è finito sotto sigillo. La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di confisca da circa 1,8 milioni di euro nei confronti del clan sinti dei Goman-Hrustic, gruppo familiare originario dell’ex Jugoslavia e stabilitosi tra Ponte di Nona e Tivoli dai primi anni Duemila.
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione – e rappresenta uno dei passaggi centrali dell’operazione “Gialla e Nera”, l’inchiesta che negli ultimi mesi ha acceso i riflettori sugli affari della famiglia.
Nel mirino degli investigatori sono finiti Kristijan Orsus, conosciuto come “Goman”, il 39enne Mirko Jovanovic, soprannominato “Mirko Goman”, e la moglie di quest’ultimo, l’italiana Epri Vinotti. Per Orsus e Vinotti è stata inoltre disposta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
Secondo la ricostruzione della Divisione Anticrimine della Questura di Roma, il gruppo avrebbe operato attraverso una struttura ben organizzata e con compiti distinti.
I Goman, affiancati dalla famiglia Vinotti, si sarebbero specializzati nei reati predatori: furti in appartamento, rapine e trasferte in diverse regioni italiane per mettere a segno colpi mirati.
Parallelamente, gli investigatori contestano al sodalizio attività di riciclaggio, truffe online, falsificazione di documenti e raggiri ai danni di anziani.
Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito alla rete criminale di accumulare ingenti disponibilità economiche poi schermate attraverso prestanome, conti e beni intestati a terzi.
In questo quadro si inserirebbe anche il legame con un altro ramo familiare, quello degli Hrustic, ritenuto vicino agli ambienti dello spaccio di droga.
Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e il tenore di vita mantenuto dagli indagati. Da qui la decisione del Tribunale di procedere alla confisca dei beni ritenuti frutto delle attività illecite.
Tra i patrimoni sottratti figurano quattro immobili, compresa una villa con piscina a Tivoli, undici vetture di fascia alta – tra cui Lamborghini Gallardo, Porsche Cayenne e Mercedes AMG – oltre a quote societarie riconducibili ad attività commerciali nel settore automobilistico e della ristorazione. Sotto sequestro anche orologi di lusso, gioielli e polizze di pegno.
Il nome di Kristijan Orsus era già finito al centro della cronaca nel 2022 per la morte del figlio Nicholas Orsus Brischetto, il giovane di 22 anni deceduto in un incidente sul Grande Raccordo Anulare durante una corsa ad altissima velocità documentata con un video diffuso sui social.
Con il provvedimento eseguito nelle ultime ore, Procura e Questura puntano ora a colpire il patrimonio economico del gruppo, considerato il vero motore delle attività criminali.
La misura, trattandosi di una decisione di primo grado, non è ancora definitiva, ma rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di aggressione ai beni accumulati dalla criminalità organizzata sul territorio romano.
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