Lazio

Atac, stretta sui furbetti del biglietto: +11% di incassi dalle multe nel 2026. Patanè: “Svolta radicale”

Giro di vite contro l’evasione tariffaria a bordo dei mezzi pubblici romani. I dati relativi al primo trimestre del 2026 tracciano il bilancio di una vera e propria inversione di tendenza nella gestione dei controlli sui bus, tram e metropolitane della Capitale.

I numeri indicano una crescita del 4% dei passeggeri verificati dalle squadre di Atac e, soprattutto, un balzo in avanti dell’11% dei ricavi derivanti dalle sanzioni elevate a chi viaggiava senza titolo di viaggio.

I risultati incassati dalla municipalizzata dei trasporti hanno ricevuto il plauso del Campidoglio. L’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, ha commentato i dati parlando di “segno tangibile di una svolta radicale“, indirizzando un ringraziamento esplicito ai vertici societari, al personale ispettivo e a tutti i dipendenti dell’azienda per lo sforzo profuso sul campo.

La spinta della tecnologia: multe saldate a bordo con il POS

A fare la differenza nella strategia di contrasto all’evasione è stata l’introduzione di nuovi canali digitali.

Secondo quanto evidenziato dall’assessore, la digitalizzazione dei sistemi di pagamento ha snellito e velocizzato le procedure di riscossione: ben il 61% dei verbali emessi viene ormai pagato entro i primi cinque giorni dalla contestazione.

Un boom reso possibile grazie alla possibilità di saldare la multa direttamente a bordo dei mezzi tramite POS o, subito dopo, attraverso i circuiti PagoPA.

“La macchina dei controlli funziona a pieno regimeha sottolineato Patanè e la strada dell’innovazione tecnologica che abbiamo intrapreso si sta dimostrando quella corretta. Quando si offrono ai cittadini strumenti moderni e accessibili, l’efficacia della sanzione diventa immediata”.

Un pilastro per il trasporto pubblico e la “giustizia sociale”

La linea dura contro chi viaggia gratis non si esaurisce in un semplice bilancio economico, ma rientra in un piano più ampio di efficientamento del servizio urbano.

Il recupero di queste risorse finanziarie, infatti, è destinato a essere reinvestito direttamente nel potenziamento e nella manutenzione della rete del trasporto pubblico locale (Tpl).

Nelle intenzioni dell’amministrazione capitolina, la caccia agli evasori rappresenta un tassello ideologico preciso. “Contrastare i furbetti – ha concluso l’assessore alla Mobilità non serve solo a recuperare fondi vitali per i nostri mezzi, ma costituisce prima di tutto un atto di giustizia sociale. È una forma di rispetto doverosa nei confronti della stragrande maggioranza dei cittadini romani e dei turisti che, ogni giorno, compiono il proprio dovere pagando regolarmente il biglietto”.

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