La bandiera arcobaleno torna nella sala stampa di Palazzo Widmann, Kompatscher: “Anche noi una minoranza” – Cronaca
BOLZANO. “Diversità, accettazione e uguaglianza”: la Provincia autonoma di Bolzano si impegna a favore di questi valori durante tutto l’anno, ma in modo particolare nel mese di giugno, il cosiddetto Pride Month, che anche quest’anno viene celebrato con numerose azioni.
La bandiera arcobaleno è così tornata nella sala stampa di Palazzo Widmann che l’anno scorso il vicepresidente Marco Galateo (Fdi) l’aveva fatta togliere per la durata di una sua conferenza stampa. “Anche noi per l’Italia siamo una minoranza e quindi ‘diversi’, ed è proprio per questo che sosteniamo la diversità; non vogliamo imporre nulla a nessuno, ma ci aspettiamo una società aperta, giusta e tollerante nei confronti delle proprie cittadine e dei propri cittadini. Solidarietà anziché discriminazione, sia a livello linguistico sia per quanto riguarda l’orientamento sessuale e l’identità di genere; la bandiera arcobaleno non deve essere strumentalizzata a fini di parte, ma riguarda i valori per noi come società”, ha affermato Arno Kompatscher.
Alla Giornata contro l’omolesbobitransfobia celebrata il 17 maggio con una campagna di affissione, fa ora seguito il mese arcobaleno (Pride Month). Si tratta di un’iniziativa volta al riconoscimento dei diritti delle persone di ogni orientamento sessuale e identità di genere, nonché contro ogni forma di discriminazione correlata.
Come molti altri membri altoatesini della rete RE.A.DY, anche la Provincia autonoma di Bolzano dà un segnale visibile di apertura, uguaglianza, inclusione e tolleranza. Anche quest’anno, negli atri delle sedi provinciali si troveranno banner con i colori dell’arcobaleno per richiamare l’attenzione sul Pride Month e sui suoi valori.
“Il Pride Month è un’occasione per celebrare i progressi raggiunti, ma anche per continuare a difendere gli interessi della comunità LGBTQIA+. È un invito a tutte le persone a solidarizzare con la comunità LGBTQIA+ e a impegnarsi per un mondo in cui si vivano la diversità e la tolleranza”, ha spiegato Karin Ranzi, direttrice dell’Ufficio Lingue ufficiali e diritti civili.




