Cultura

Paris Paloma – The Fatal Flaw

La cantautrice scozzese Paris Paloma ha aperto i concerti di Florence + The Machine e con il singolo “Labour” ha ottenuto risultati importanti generando un proficuo dibattito su temi come la violenza sessuale e i diritti riproduttivi. Molta quindi l’attesa per il secondo disco dopo il fortunato “Cacophony” del 2024.

Credit: Phoebe Fox

È una Paris Paloma ancora più decisa quella che troviamo in “The Fatal Flaw”, titolo tratto “The Secret History” di Donna Tartt e copertina ispirata a “Diagrams of Love” di Ithell Colquhoun.  Dodici brani dove l’arte diventa strumento per affinare lo sguardo, osservare il mondo, interpretare la vita. “Miyazaki” ad esempio è un inno all’artigianalità umana contro ogni forma d’artificio, “Rothko” prende spunto dalle opere del pittore simbolo dell’espressionismo astratto per stimolare riflessioni molto personali.

La voce di Paris Paloma si adatta a ogni brano passando con agilità da melodie lineari a quelle più complesse di “Stem The Flow” mentre “Bleeding Part Of Me” torna alle radici indie folk e “Get Her The Fucking Flowers” trova forza nella vulnerabilità.  Sonorità pop e indie pop, elettronica e momenti introspettivi si alternano ad arrangiamenti raffinati (“Pre – Raphaelite”) a rivendicazioni taglienti su ritmi dance (“Good Girl”) e brani catartici come “Pyrrhus (You Go Where I Cannot)” e “Silhouette On The Hill”.

“Good Boy” con uno spoken word di Emma Thompson riprende e rovescia “Good Girl” in un accorato appello contro il maschilismo tossico, speranza di un uomo migliore che anima anche “Beautiful Birds”. “I Cry In Front Of Paintings” è la chiusura orchestrale e elegante di un disco che dimostra come il pop artistico e alternativo possa e sappia ancora una volta parlare di temi importanti, di bellezza e contraddizioni, con intensità e passione.


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