Strange Lot – Strange Lot
Gli Strange Lot, che abbiamo visto all’Urbica di Pesaro lo scorso aprile, sono nati come progetto del cantante e chitarrista Dominic Mena a Phoenix e si sono poi trasformati in una band vera e propria nel 2019, quando si è trasferito ad Austin.
Il loro omonimo quarto LP, che segna anche il loro debutto per la Greenway Records di NYC, arriva dopo sei anni e mezzo dall’uscita di “Mind StatE”.

Nel 2022 Mena si è ritrovato senza una band e, invece di chiudere il progetto, ha deciso di tornare alle origini e di registrare da solo, ricostruendo tutto dalle fondamenta.
In appena un mese Dominic è riuscito a preparare una trentina di demo, che ha poi condiviso con Alex Maas dei Black Angels, che lo ha aiutato nella produzione e nella direzione sonora da intraprendere. In seguito è entrato a far parte della squadra anche Jim Eno degli Spoon, che si è invece occupato del mix di ben quattro delle quattordici canzoni presenti sul disco.
Solo una volta completato questo nuovo LP, il musicista originario di Phoenix ha avuto il tempo di costruire una nuova formazione che lo supportasse nell’attività live.
“All I Know” ci porta a esplorare il mondo sonoro degli Strange Lot: dopo un inizio tranquillo, sa crescere con le chitarre e i synth, ma la sua atmosfera ipnotica tende comunque a rimanere rilassata con solo qualche accelerazione e si fa più vorticosa e rumorosa solo nel finale, non dimenticando però ottime sensazioni melodiche.
“5AM” spacca e la maggiore forza delle sei corde e del drumming aggiungono senza dubbio potenza e cattiveria al brano; nel singolo principale “Nobody Seems To Do The Math”, invece, i synth danno un senso di leggerezza al pezzo, ma la batteria spinge più pesantemente, mentre le chitarre godono di quelle sue visioni psichedeliche dai toni cupi, ma con grande calma.
Ritroviamo volentieri anche il vecchio singolo “Hatin’ You”, uscito a fine 2025, che dà un’ulteriore spinta propulsiva con sei corde vorticose e ritmi elevati, in un viaggio tra noise e grande intensità, mentre la pur nebbiosa “Go Have A Dream” ci regala sensazioni psichedeliche che rinchiudono in loro un non so che di orientaleggiante.
Un disco solido e interessante, questo quarto LP degli Strange Lot esplora i vari territori dello psych-rock con qualità, intensità e regalandoci piacevolissimi momenti ipnotizzanti.
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