Veneto

Omicidio di Fontaniva, in autunno la prima udienza davanti alla Corte d’Assise

Il prossimo autunno, esattamente il 30 settembre Moreno Violetto comparirà davanti alla Corte d’Assise di Padova. E’ considerato infatti l’assassino di Fatos Cenaj, 59 anni albanese, che da due anni viveva a Fontaniva con la famiglia dopo una vita trascorsa in patria come agente carcerario. Un omicidio studiato nei minimi dettagli ed eseguito con una pistola che fino ad oggi non è stata mai trovata. L’imputato deve difendersi dall’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione. Questo ultimo dettaglio, non da trascurare è dettato dal fatto che Violetto ha acquistato su Amazon tutto il materiale necessario a portare avanti il suo piano criminale, a cominciare dai componenti per costruirsi l’arma da fuoco.

Fatos Cenaj

Futili motivi

A rendere questo omicidio ancor più sconvolgente sono i futili motivi che l’hanno generato. Parliamo di questioni di vicinato, piccoli screzi, che nessuno avrebbe mai pensato che si sarebbero chiusi con uno spargimento di sangue. La ricostruzione effettuata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova sotto il coordinamento del tenente colonnello Enrico Zampolli ha portato alla luce una aspra discussione avvenuta dai due qualche giorno prima del delitto. Una sorta di punto di non ritorno, che ha convinto il killer che l’unica strada possibile fosse l’omicidio.

Cosa è successo

Esattamente un anno fa, l’8 giugno del 2025 la vittima Fatos Cenaj di buon mattino è uscito di casa e ha percorso via Casoni Basse di Fontaniva. Si stava recando al lavoro in una vicina fattoria didattica quando è stato attinto da un unico colpo d’arma da fuoco in testa. Rinvenuto morente tra la vegetazione, due giorni dopo morirà in ospedale a Padova senza mai riprendere conoscenza. L’imputato in questi giorni di inizio giugno è stato sentito in carcere dal sostituto procuratore Maria Ignazia D’Arpa alla presenza dell’avvocato Stefano Marrone del foro di Venezia. Subito dopo l’interrogatorio è stato firmato un decreto di giudizio immediato. Il giudice per le indagini preliminari Vincenzo Santoro ha fissato la prima udienza per il 30 settembre.


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