Sbarco solidale a Genova: SVS apre il primo presidio ligure per i malati sardi
Genova diventa da oggi un approdo più sicuro e accogliente per i tantissimi pazienti che ogni anno attraversano il mare per ricevere cure mediche. Sabato 6 giugno 2026, alle ore 10:30, in largo della Zecca civico 3 e 4 R, nel cuore del centro storico del capoluogo ligure, si tiene infatti l’inaugurazione del nuovo Centro servizi SVS denominato “La Banchina che non c’è”. Si tratta del primo presidio stabile e completamente gratuito in Liguria dedicato in modo specifico all’accoglienza dei pazienti in mobilità sanitaria, pensato in primo luogo per i cittadini sardi, ma aperto anche a chiunque arrivi dall’intero Mezzogiorno per curarsi nelle strutture sanitarie liguri, a partire dall’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini. Il Centro è promosso da SVS Viaggi per la Salute ODV, l’associazione nata a Nuoro nel 2021 che si occupa a tutto tondo del fenomeno della migrazione sanitaria, e prende vita in un locale messo a disposizione dal Comune di Genova, assegnato nel 2023 tramite un bando pubblico, con il patrocinio della Provincia di Nuoro e del Comune di Nuoro.
Questa iniziativa rappresenta il coronamento di un cammino lungo cinque anni, iniziato nell’ottobre del 2021 con la prima edizione della marcia simbolica “700mila Passi” che portò il fondatore Renato Pischedda, soccorritore del 118, e il responsabile della comunicazione Antonello Delogu da Nuoro fino a Milano, passando proprio per lo snodo di Olbia e Genova. In quella circostanza nacquero le storiche alleanze con la Fondazione La Band degli Orsi, attiva nella rete solidale del Gaslini, e con la rete nazionale A Casa Lontani da Casa, che costituiscono due pilastri identitari del sodalizio sardo. Da allora il lavoro istituzionale è cresciuto notevolmente, trovando un momento di confronto cruciale nel maggio 2024 a Nuoro, durante il secondo convegno sulla migrazione sanitaria, alla presenza della presidente della Regione Alessandra Todde, occasione in cui vennero presentate le proposte di riforma normativa sia a livello nazionale che regionale.
L’urgenza di una simile struttura è testimoniata dai dati drammatici diffusi dalla Fondazione GIMBE, secondo cui sono oltre 20.000 i cittadini sardi che ogni anno sono costretti a migrare per ragioni di salute, affrontando una spesa a carico delle famiglie che supera i 100 milioni di euro l’anno. Una quota rilevante di questi flussi riguarda i pazienti pediatrici diretti verso i grandi poli specialistici del Centro-Nord. Il nuovo presidio genovese garantirà, per almeno tre giorni a settimana e cinque ore al giorno, servizi gratuiti di accoglienza, orientamento e accompagnamento, supporto logistico e burocratico per le pratiche di rimborso ai sensi della Legge Regionale n. 26/91 e delle norme nazionali, oltre a un’area di sosta e ristoro per i familiari. All’interno del Centro prenderà inoltre vita l’Osservatorio sulla Migrazione Sanitaria, un organismo dedicato alla raccolta sistematica di dati anonimi su flussi, costi, patologie e rinunce alle cure, con l’obiettivo di trasformare le stime in evidenze scientifiche utili a orientare le scelte della politica e delle istituzioni verso una reale continuità del diritto alla salute. Il taglio del nastro, previsto per le 10:30, vedrà la partecipazione di autorità e partner di rete, e si concluderà intorno alle ore 13:00 dopo la visita dei locali e un rinfresco.
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