Narcotraffico nel Barese, in carcere i fornitori del clan Pistillo
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno messo la parola fine a un capitolo giudiziario contro il narcotraffico locale. Nelle scorse ore, i militari hanno eseguito cinque ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari, colpendo altrettanti soggetti condannati in via definitiva per traffico e detenzione di stupefacenti.
Il sistema del traffico: tra fornitori e clan
L’inchiesta, coordinata dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Bari, ha fatto luce su un arco temporale che va dal 2014 al 2023. I destinatari dei provvedimenti ricoprivano ruoli chiave nella catena di approvvigionamento del clan Pistillo, sodalizio criminale egemone ad Andria ma con ramificazioni ad Altamura e nel capoluogo barese.
Nello specifico, le condanne riguardano tre fornitori di alto livello, due residenti ad Altamura e uno a Canosa di Puglia, responsabili di aver garantito flussi costanti di droga per le piazze di spaccio. Due affiliati all’associazione: condannati per il loro ruolo operativo nel clan, ai quali è stata riconosciuta l’attenuante della collaborazione con la giustizia.
L’indagine e le sentenze
L’attività investigativa si è avvalsa di un mix efficace di metodi tradizionali — pedinamenti, osservazioni e intercettazioni — e del contributo dei collaboratori di giustizia. Già nel maggio 2023, l’inchiesta aveva portato all’esecuzione di 20 misure cautelari, smantellando una rete che gestiva fiorenti “piazze” di spaccio nel cuore di Andria.
Le pene definitive inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra i 4 e i 6 anni di reclusione. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere per l’espiazione della pena.




